<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747</id><updated>2012-02-14T22:41:15.476+01:00</updated><category term='psicoanalisi psicoterapia filosofia poesia cultura greca'/><title type='text'>Psicologia Clinica e Psicoterapia</title><subtitle type='html'>Prof. Roberto Mucelli,
Studio di Psicologia Clinica,
Via Montasio 41, Roma
348/3341588


roberto.mucelli@uniroma1.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>11</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-4395656694430816887</id><published>2012-02-11T20:36:00.000+01:00</published><updated>2012-02-11T20:36:19.809+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicoanalisi psicoterapia filosofia poesia cultura greca'/><title type='text'>Narrare e riflettere. Come funziona la Psicoterapia Psicoanalitica</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Antecedentemente alla nascita della filosofia la cultura greca arcaica&amp;nbsp;era fondata sui poemi di Omero ed Esiodo, i quali proponevano &lt;i&gt;immagini&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;discorsi narrativi. &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Avevano come protagonisti fatti ed eventi presentati solitamente nella dimensione temporale, con riferimenti al passato, al presente, al futuro. La tecnica della comunicazione si basava sulla memorizzazione dei versi poetici e sulla loro continua ripetizione, e questo implicava una &lt;/span&gt;&lt;i&gt;partecipazione emotiva &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ed una identificazione del soggetto con i contenuti comunicati (vedi il primo dei 14 volumi della bellissima Storia della Filosofia di Reale ed Antiseri).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-wW9gKTj06ig/Tza_U4NeXTI/AAAAAAAAAEQ/iE1bxPCTyD8/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-wW9gKTj06ig/Tza_U4NeXTI/AAAAAAAAAEQ/iE1bxPCTyD8/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La nascita della ricerca filosofica ha modificato ed innovato questo tipo di cultura, con il passaggio verso una formulazione di concetti: a parlare non sono necessariamente dei personaggi con cui identificarsi , piuttosto il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;dia-logos&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; avviene tra concetti, idee che interloquiscono tra di loro, anche se, per espediente comunicativo, fatte esprimere da personaggi in forma dialogata oppure attraverso il racconto di miti, che è il modo in cui Platone ci ha trasmesso il suo pensiero. Non più quindi immagini e storie ma concetti, sia pur presentati attraverso miti o attraverso dialoghi. Questo è il passaggio epocale attuato con la nascita della filosofia in Grecia, esperienza culturale unica e radicalmente diversa dalle forme culturali apparse nel resto del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Pensavo a come la psicoterapia riassumesse in sé, nel declinarsi temporale del viaggio con ciascun paziente, entrambe queste forme di cultura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;In psicoterapia, in psicoanalisi infatti avviene la narrazione di personaggi ed eventi della vita, vengono prodotte immagini tratte da fantasie, sogni, giochi di produzione simbolica come il gioco della sabbia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Come nelle opere di Omero ed Esiodo narrazioni ed immagini traggono forza dalla ripetizione, il proprio dramma esistenziale è narrato e rinarrato più e più volte sotto diverse forme ed in diverse fasi del percorso psicoanalitico e psicoterapeutico. Anche sotto forme diverse e con protagonisti diversi la trama relazionale ed esistenziale del paziente è individuata dallo psicoterapeuta, aiutato in questo dalla cadenza regolare nel tempo delle sedute, almeno settimanali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Come nei poemi omerici, la narrazione e ri-narrazione crea un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;campo bipersonale, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;dove entrambi i soggetti &lt;/span&gt;&lt;i&gt;partecipano emotivamente &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;e si identificano con i contenuti comunicati. La narrazione è reciproca, mentre il paziente narra di personaggi, eventi ed immagini della sua vita e della sua mente, lo psicoterapeuta narra di sé attraverso la scelta degli interventi, la tonalità e la prosodia, il linguaggio non verbale, l'espressione di proprie opinioni sul narrato, l'accostamento associativo di proprie immagini  a quelle del paziente, la scelta di quali temi interpretare in &lt;/span&gt;&lt;i&gt;quella &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; seduta, talvolta, con moderazione, possono essere narrati alcuni aspetti personali (non intimi) perchè il paziente possa “giocare” con la rappresentazione dello psicoterapeuta che ne consegue e metterla in rapporto alle proprie fantasie sulla relazione desiderata e temuta (il tema della self-disclosure anni addietro era un tabù, ora viene considerato dalla comunità scientifica uno strumento molto potente ma anche molto delicato per i temi etici implicati e per il grande expertise e controllo di sé che viene richiesto allo psicoterapeuta che ne fa uso, insomma, da usare con moderazione e solo quando strettamente indispensabile).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tra paziente e psicoterapeuta si crea quindi un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;dia-logos&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;  che si dipana in una &lt;/span&gt;&lt;i&gt;trama bipersonale, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;come se fosse un sogno sognato a due (vedi il contributo di Odgen sul parlare come sognare)&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;in cui le narrazioni e le immagini si intrecciano, si ripetono, si modificano, vengono prodotte ex novo nella situazione terapeutica, determinando un'esperienza emotiva antica, per la ripetizione di temi relazionali passati, spesso legati al modo di essere nevrotico della mente, ma anche nuova, visto che in psicoterapia vengono prodotte narrazioni ed immagini non solo legate al passato ma anche al contesto bipersonale del rapporto con il terapeuta: si elaborano così diverse modalità di “essere-nel-mondo”, spesso più soddisfacenti, meno rigide e più adattive delle precedenti modalità nevrotiche che, beninteso, non spariscono del tutto, legate come sono alle caratteristiche costitutive della persona, ma tendono ad essere conosciute ed agite solo sullo sfondo, riposte in un armadio che può essere aperto per rispolverare i ricordi oppure in situazioni di particolare stress.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La psicoterapia, quando fonda le sue radici nella psicoanalisi, consente questa particolare ed irripetibile forma di apprendimento su di sé, attraverso immagini, narrazioni vissute, ri-vissute e condivise con lo psicoterapeuta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Questa descritta però è solo una parte, fondamentale e caratteristica della psicoanalisi, ovvero non presente in altre forme di apprendimento. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Immagini e storie, nel loro dipanarsi reciproco ed intrecciarsi nel qui ed ora della relazione terapeutica, come ulteriore forma di apprendimento vengono concettualizzate: si crea un distacco tra soggetto conoscente ed oggetto conosciuto, anche quando l'oggetto da conoscere è il sé del paziente stesso. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Il passaggio al concetto viene promosso dal lavoro psicoanalitico attraverso la mentalizzazione (gli autori anglosassoni dicono: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;to keep in mind the mind, &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;tenere in mente la mente, vedere i contributi del Londinese Peter Fonagy&lt;/span&gt;&lt;i&gt;)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;e l'autocoscienza (vedi il recente splendido lavoro di Antonio Damasio, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Self comes to mind&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DyrqH2sJCl4/TzbAe0EaRgI/AAAAAAAAAEY/5GsIu0VA-cU/s1600/images-1.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-DyrqH2sJCl4/TzbAe0EaRgI/AAAAAAAAAEY/5GsIu0VA-cU/s1600/images-1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Anche in psicoanalisi, così come in filosofia, vengono espressi concetti che, nel tempo, dialogano tra loro, e questo avviene sia nel microcosmo della relazione terapeutica sai nell'ambito più vasto della comunità scientifica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Sempre a questi due livelli sincronici si utilizzano &lt;/span&gt;&lt;i&gt;logos&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, pensiero, e dialettica per formare teorie del funzionamento della mente, confutate e poi avvalorate dalla ricerca scientifica e dal confronto con le discipline contigue, come le &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Neuroscienze&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; e la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Psiconeuroimmunoendocrinologia, PNEI&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Sincronicamente, il paziente sviluppa teorie personali sul funzionamento dalla propria mente, da usare come una mappa attraverso la quale orientare la propria vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Nel passaggio sincronico tra narrazione e concettualizzazione la psicoterapia fondata sulla psicoanalisi sembra quindi riassumere e risolvere dentro di sé il passaggio diacronico avvenuto nella cultura greca tra narrazione poetica e filosofia. La psicoterapia psicoanalitica ha nel suo DNA la oscillazione tra narrazione e &lt;/span&gt;&lt;i&gt;logos&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, tra immagine e dialettica, mentre altre forme di psicoterapia, pur efficaci in quanto dotate di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;tecnè&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; abili ad intervenire sui sintomi o sulle cognizioni, non presentano questa caratteristica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-4395656694430816887?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/4395656694430816887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2012/02/narrare-e-riflettere-come-funziona-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/4395656694430816887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/4395656694430816887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2012/02/narrare-e-riflettere-come-funziona-la.html' title='Narrare e riflettere. Come funziona la Psicoterapia Psicoanalitica'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-wW9gKTj06ig/Tza_U4NeXTI/AAAAAAAAAEQ/iE1bxPCTyD8/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-5306579183886467981</id><published>2011-11-18T13:24:00.000+01:00</published><updated>2011-11-18T13:24:23.931+01:00</updated><title type='text'>Lupus Eritematoso Sistemico e Malattie Autoimmuni: una revisione dei modelli di trattamento attraverso la psicologia clinica e la psicoterapia</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nella corso della propria carriera possono, direi devono, avvenire profondi ripensamenti rispetto alla comprensione dei temi vitali portati dai pazienti. Talvolta, a posteriori, si ha perfino la sensazione di dover chiedere scusa per la propria cecità.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E' dal 1997 che non scrivo nulla sul tema della Malattie Autoimmuni e del Lupus Eritematoso Sistemico (LES) pur avendo continuato a seguire pazienti con queste patologie.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Da tempo, sulle ali dell'insoddisfazione e della curiosità, sto ripensando cose scritte anni fa, quando la formazione e la susseguente pratica professionale si basava su paradigmi del sapere scientifico diversi da quelli attuali. Il riduzionismo, il rapporto di causa effetto, il retaggio cartesiano della separazione mente/corpo dettavano il nostro modo di pensare e  di agire, mentre negli ultimi anni lasciavano opportunamente spazio al paradigma della complessità, delle interazioni, delle reti.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel 1997  pubblicavo con Alessandra De Coro, Professore Ordinario di Psicologia Dinamica a Roma "La Sapienza", &amp;nbsp;uno scritto dal titolo: “Per un approccio dinamico-relazionale al problema dei disturbi psicosomatici: Il Lupus Eritematoso Sistemico”.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il termine stesso “psicosomatico” è da considerarsi obsoleto in quanto figlio del riduzionismo che vede la mente come  un'entità separata dal corpo, per di più “psicosomatico” per molti  pazienti ha l'effetto di comunicare una sorta di loro “responsabilità”, seppur sul piano inconscio, nello svilupparsi e nel perdurare di una malattia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le metafore da noi utilizzate per descrivere la situazione dinamico relazionale riscontrata in molti pazienti con il LES sembravano dipingere rapporti ancestrali con madri perfezioniste e rigide, tanto da determinare che i pazienti attaccassero il proprio Sé così come lo aveva percepito attaccato dalla propria "madre".&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ovviamente erano solo metafore che tentavano di dare spiegazione di fenomeni che osservavo clinicamente nelle pazienti, allora non avevo altre parole per tentare di descrivere ciò che osservavo. Tuttavia i pazienti, non tanto quelli che seguono un percorso psicoterapeutico,  dove c'è modo di contestualizzare le affermazioni in una relazione significativa, quanto piuttosto coloro che “leggono” una cosa del genere possono trarre impressioni diverse:&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La madre non viene pensata come  metafora ma identificata con una persona in carne ed ossa, il che  diventa fuorviante perchè pensare alla propria madre in questi  termini può avere il valore euristico pressochè vicino a quello  dell'oroscopo, ovvero nullo, dato che  tali affermazioni sono  talmente generiche da potersi adattare un po' a tutti;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La malattia diventa una  responsabilità individuale, tuttalpiù familiare, distribuendo  insensatamente rabbia e sensi di colpa tra sé ed i propri cari,  nonché rabbia verso lo Psicologo Psicoterapeuta di turno... “Non  solo ho una malattia cronica che mi spaventa e mi può devastare ma  tu in qualche modo mi fai capire che è colpa mia o di mia madre”.   &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Una paziente statunitense definì queste metafore cliniche “bedtime stories”, quella donna non saprà mai quanto mi ha aiutato a riflettere.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ovviamente si tratta di effetti comunicativi non voluti, però sappiamo bene che la comunicazione si misura sul ricevente...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non a caso il supporto psicologico clinico e psicoterapeutico è ancora sottoutilizzato nel trattamento dei disturbi cronici in generale e delle malattie autoimmuni in particolare, nonostante l'evidenza della letteratura scientifica che delinea come fondamentale un approccio completo ed integrato che si prenda cura delle situazioni di vita del paziente, della quantità e qualità dei tipi di stress a cui la persona è chiamata a far fronte nella gestione della propria vita e della malattia autoimmune e della capacità individuale e della rete affettiva e sociale di gestire e regolare lo stress.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa sottoutilizzazione penso sia dovuta in parte all'errato modo di comunicare della comunità psicologico clinica e psicoterapeutica verso i pazienti, in parte all'atteggiamento obsoleto e riduzionista di molti medici curanti che sembrano limitarsi, nel migliore dei casi, a riferire un paziente allo psicologo clinico solo quando si manifestino dei chiari sintomi psicopatologici o comunque  una personalità difficile, in una parola pazienti poco gestibili nella ambito delle procedure standard previste dalla liturgia medica: in questi casi il paziente si può sentire “scaricato” e non si rivolge allo psicologo clinico oppure lo fa comprensibilmente carico di rabbia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Recentemente mi è capitato di accompagnare un familiare stretto in un noto centro specializzato per  la cura del LES (per pietà non faccio nomi) ed ancora nel terzo millennio trovarmi di fronte a due specializzande che, come scolarette, ridevano tra loro per un pretesto scemo loro mentre la paziente raccontava la sua storia, salvo poi prendere in mano il dorso della mano della paziente e cominciare a parlare tra loro di questo e quest'altro segno clinico, come se la mano fosse un oggetto a  parte dalla sua legittima proprietaria, che in quel momento poteva anche sentirsi angosciata dalla discussione che avveniva sui segni di malattia evidenziati dalla sua mano, come se lei non fosse presente. Nell'intervista clinica non una sola domanda su come la paziente vive, l'alimentazione, l'attività fisica, i fattori di stress, il suo rapporto con la la malattia e la corretta assunzione dei farmaci, solo il solito “come si è manifestata la malattia? cosa prende? e da quanto? ”&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I paradigmi scientifici in costante evoluzione ci aiutano a spiegare meglio i fenomeni che abbiamo sempre osservato, nella speranza che questa migliore comprensione possa elevare gli standard di intervento e nello stesso tempo favorire una comunicazione più chiara e più fiduciaria con i pazienti e con le altre figure sanitarie.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'insoddisfazione per questi modelli esplicativi era ben presente anche nel 2000 quando vedevamo nei pazienti con il LES strutture relazionali che differivano da quelli di pazienti senza patologie ma anche da pazienti con depressione&amp;nbsp;&amp;nbsp;(Mucelli ed altri: Prototipi relazionali, modelli di attaccamento e funzione autoregolativa del sé in patologie autoimmuni. IV Congresso Italiano Psicologia della salute Orvieto, 21-23 Settembre 2000)&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oggi sappiamo che il sistema immunitario (SI) è collegato in rete con il sistema nervoso (SN) ed il sistema endocrino (SE), fino a costituire un unico sistema biologico operante in interazione con l'ambiente (F. Bottaccioli, Mutamenti nelle basi delle scienze, Ed. Tecniche Nuove, 2011).&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sulle cellule immunitarie sono collocati recettori per le principali molecole prodotte dal cervello, mentre la cellula immunitaria stessa produce peptidi neuroendocrini, ciò significa che SI, SN ed SE comunicano tra loro utilizzando un complesso sistema di segnali veicolati attraverso delle molecole che condividono.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dedicandomi sin dalla fine degli anni '70 del secolo scorso allo studio della psicosomatica, come allora chiamavamo la disciplina che oggi può essere meglio definita come psiconeuroendocrinoimmunologia, o meglio il suo acronimo PNEI, da subito provai insoddisfazione per le spiegazioni causali, ovvero la mente che causa effetti nel corpo oppure il corpo che causa effetti nella mente. Le conseguenze per il trattamento erano importanti, perchè non si sapeva se indirizzare maggiormente gli aspetti di personalità e dinamico relazionali oppure gli aspetti di reazione ad una malattia cronica infida e potenzialmente invalidante come il LES. Ovviamente dal punto di vista clinico erano validi entrambi gli aspetti, da affiancare in un gioco di figura/sfondo seguendo le esigenze primarie dei pazienti, però il modello esplicativo rimaneva insoddisfacente.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oggi sappiamo di vedere gli stessi fenomeni con occhiali diversi, quelli della psicologia clinica e quelli dell'immunologia. Proprio lo studio delle malattie autoimmuni ha aperto la porta a mettere in dubbio la netta dicotomia tra Sé e non Sé.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Danger Model (The Danger Model: a renewed sense of self. Pubblicato in Science, 296, 301-305, 2002) prevede infatti che “le cellule addette alla presentazione dell'antigene, per poter attivare la risposta immunitaria, debbono essere co-stimolate da segnali cellulari di pericolo endogeni, emessi cioè da un contesto circostante che indichi la presenza, ad esempio, di cellule stressate, danneggiate o infette. Tale modello ipotizza un processo discriminatorio in cui il concetto di “estraneità” dei costituenti non è più la conditio sine qua non dell'attivazione della risposta immune”.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E ancora, “quasi tutti i peptidi umani possiedono motivi batterici potenzialmente immunogenici" &amp;nbsp;(F. Bottacioli, ibidem). E' difficile che in una proteina umana  non siano presenti elementi batterici, ciò nonostante le proteine non vengono attaccate dal SI, e questo mette in crisi la distinzione netta tra sé e non sé.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Se è vero che il SI non attacca sempre, ma solo a certe condizioni, le cellule riconosciute come estranee all'organismo, &amp;nbsp;è vero d'altra parte che può attaccare anche cellule del Sé non solo in condizione di malattia autoimmune: l'attacco anticorpale infatti è diretto anche verso le cellule del Sé &amp;nbsp;danneggiate e stressate, come abbiamo visto nel “Danger Model”, ma quest'attacco può avvenire anche nell'ambito di normali e fisiologici sistemi di autoregolazione, mediati dai complessi scambi  di segnali, quasi “linguistici” , che avvengono tra le differenti componenti del SI.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Niels Jerne, immunologo e premio Nobel per la medicina 1984, parla di “grammatica” del sistema Immunitario per descriverne la complessità di funzionamento e la capacità di apprendere del SI, un vero e proprio sistema cognitivo che secondo Jerne, funzionava in totale separazione dal cervello. Oggi invece sappiamo come dicevo sopra, che SI e SN sono in continua interazione attraverso recettori e sostanze neurormonali.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Niels Jerne  nelle sue ricerche ha dimostrato come una molecola anticorpale possa essere riconosciuta essa stessa come un antigene da altri anticorpi, detti auto-anticorpi idiotipi. In altre parole, l'antigene, viene ricopiato dal nostro SI, gli auto-anticorpi idiotipi  (idiotipi=  Idios, proprio typus= tipo,  esemplare, sta ad indicare autoanticorpi “somiglianti” all'antigene) ne costituirebbero una sorta di specchio, in maniera tale da tenere pronto un attacco verso di esso.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Attraverso la produzione di autoanticorpi  secondo Jerne si mantiene un equilibrio dinamico del sistema immunitario, pronto ad intervenire contro agenti esterni come proteine, virus o batteri mentre mantiene un “precario equilibrio verso gli altri normali costituenti del Sé del nostro corpo” (The generative grammar of the immune system, Nobel Lecture, 8 December 1984 )&lt;span style="font-family: BookAntiqua;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Rimane ancora oggetto d'indagine come questo “equilibrio precario” si disregoli nella malattia autoimmune, come l'attacco di autoanticorpi verso i componenti dell'organismo stesso diventi sistematico, non reversibile come invece sono i normali fenomeni autoimmuni che, viceversa, contribuiscono alla regolazione e alla  generatività della varietà di anticorpi di cui abbiamo bisogno.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In merito esistono delle fondate ipotesi cliniche, come quelle del carico “allostatico”, ovvero la condizione in cui l'organismo (SI, SN ed SE) devono rispondere ad una cronica situazione di stress. In questo caso la risposta sistemica dell'organismo, nata per fronteggiare uno stress acuto, nel far fronte allo stress cronico può gravemente disregolare il proprio funzionamento, dando luogo a fenomeni infiammatori, malattie autoimmuni, depressione.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ecco quindi che ciò che definivamo “madre perfezionista e richiedente” null'altro era che un rozza metafora del complesso carico allostatico deteminato da: alimentazione inappropriata, allergie, infezioni, inquinanti ambientali, fumo ed altri agenti intossicanti, assunzione inappropriata di farmaci ormonali, stress situazionale, stress cronico, difficoltà di far fronte alla proprie aspettative, difficoltà di far fronte ai compiti assegnati dall'esterno (lavoro, gestione delle relazioni affettive, fasi vitali critiche, traumi).  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La psicoterapia interviene nella mediazione di questi fattori ed aumenta la capacità dell'individuo di farvi fronte, con importati effetti sul sistema nervoso, immunitario ed endocrino.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Torneremo sul tema del carico allostatico, del ruolo dell'infiammazione nelle malattie croniche e sul funzionamento della psicoterapia ...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times-Roman, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 21px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-5306579183886467981?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/5306579183886467981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/11/lupus-eritematoso-sistemico-e-malattie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/5306579183886467981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/5306579183886467981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/11/lupus-eritematoso-sistemico-e-malattie.html' title='Lupus Eritematoso Sistemico e Malattie Autoimmuni: una revisione dei modelli di trattamento attraverso la psicologia clinica e la psicoterapia'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-3294939345456370262</id><published>2011-10-20T20:20:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T20:34:11.355+02:00</updated><title type='text'>Laura, l'eroina, le torri gemelle ed il guardiano del tempo...</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Laura non ha piu' voglia di vivere. Quando si presenta alla seduta parla con un filo di voce, e' curva, ha le mani ed il viso sporchi. Il fumo della sigaretta che passivamente tiene tra le mani le corre lungo la mano e poi su per il braccio, come se contribuisse a sporcare sempre di piu' la sua persona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Laura fa uso di eroina da 12 anni, da otto anni e' sieropositiva. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;E' di ritorno da un viaggio in India, durante il quale ha cercato tutti i modi possibili per degradarsi. E' impressionante come nelle sue condizioni fisiche e mentali abbia potuto resistere agli assalti del tifo e dell'epatite, dei quali soffre ancora i postumi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.07cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Laura viene accompagnata dalla sorella di qualche anno piu' giovane, sposata, con un figlio ed una vita normale. Le prime parole che Laura pronuncia sono paradossalmente un atto di affetto e di protezione nei confronti della sorella: "&lt;i&gt;anche mia sorella ha sofferto molto, e' stata anoressica per tanti anni, solo io pero' ho avuto il coraggio di testimoniare fino in fondo tutte le cose che nella nostra famiglia non sono mai andate&lt;/i&gt;!".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;La sorella mi dice che le avevano fatto il mio nome e che quindi aveva invitato Laura a rivolgersi a me per un aiuto psicologico, visto che finora qui nel servizio per le tossicodipendenze aveva preso solo il metadone, con scarsissimi risultati. Nel nostro lavoro incontriamo situazioni come questa, che ci sbattono in faccia il problema del limite, dell'impotenza, della morte, intesa come il grande guardiano del tempo, &amp;nbsp;ma anche di quella piccola morte quotidiana che e' scritta in ogni atto di vita che noi compiamo, e quando e' compiuto e' passato, morto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Ogni piega del volto di Laura è una narrazione del grande guardiano del tempo, la morte. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Lo sguardo di Laura mi proietta nel buio della mia anima, in braccio ai miei fantasmi, la malattia, la perdita, l'abbandono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Saper leggere e comprendere queste reazioni che avvengono dentro di se', ovvero,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&amp;nbsp;in gergo tecnico,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"l'analisi del controtransfert" e' lo strumento principale per poter effettuare una diagnosi dei fantasmi che abitano sommessamente e nascostamente guidano i pensieri del paziente, le sue scelte, le sue relazioni ed i suoi comportamenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Nascondere a me stesso e "superare" razionalmente l'impatto devastante che una persona come Laura aveva su di me sarebbe stato equivalente e rinunciare a capire il senso simbolico, profondo, inconscio, di cio' che Laura mi stava comunicando. Il lavoro clinico va affrontato senza ipocrisie, con il coraggio della trasparenza verso i propri sentimenti e verso i propri stati emozionali, solo cosi', con l'onesta' verso se stessi, si puo provare ad aiutare il paziente ad essere trasparente nei sui stessi confronti, restituendogli e rispecchiando le latri del Sè che mette in gioco nella relazione terapeutica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.07cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Il messaggio di Laura era evidentemente di disperazione. Stava distruggendo e negando se stessa, provava ribrezzo verso di se' e verso la sua vita. Laura, generando in me questi stessi sentimenti, mi ha subito fatto capire quanto poco contasse per lei vivere, visto il ribrezzo che provava verso il suo corpo malato e la sua mente depressa, seguendo la narrazione scissa che la paziente fa di corpo e mente come entità separate e giustapposte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Qui ci vorrebbe il dipartimento di salute mentale, l'unita' operativa di terzo livello per l'aids, i pompieri, la guardia nazionale, l'esercito, il buon Dio in persona! La mia mente annaspa in cerca di un aiuto improbabile, specchio dei fantasmi di Laura che sembrano agire così in profondo dentro di me in modo tale da comunicare il suo non aspettarsi mai un aiuto sufficientemente adeguato al suo bisogno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;La paziente inizia a parlare di se' descrivendo la sua situazione, mentre io, oramai enfio di impotenza, mi chiedo perché continuo ad occuparmi di casi disperati, di tossicomani con i quali si rischia di non vedere mai un risultato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Penso alla mia montagna e vedo i miei cani che corrono liberi e veloci, inebriati dagli odori e dall'aria talmente fredda, tersa e pungente da far male al petto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Mi scopro ad odiare la citta', il rumore, le macchine, tutto cio' che trovo "innaturale". Comincio ad articolare tutta una gamma di pensieri fobici, cha hanno tutti il tema centrale di sentirmi chiuso, come mi sentivo chiuso quando ero a New York, citta' maleodorante, fetidamente incazzata e soffocante con i suoi cumuli d'immondizia, di rifuti urbani ed umani ed i suoi grattacieli, monumenti al trionfo dell'insensatezza, della presunzione umana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;In quel viaggio c'è stato un momento in cui non avrei voluto uscire dalla mia stanza, sapevo che la citta' mi avrebbe aggredito alla gola facendola bruciare con la sua aria chimicamente artefatta, mi avrebbe tolto l'aria e la vista del cielo con i suoi grattacieli, mi avrebbe costretto a rivolgere lo sgurdo verso il basso e guardare la merda umana circolante sui marciapiedi, purtroppo ed inevitabilmente avvertendo anche me come parte di essa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.07cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Laura era in qualche modo un prodotto di quella forma di civilta' che abita i miei incubi peggiori, e per questo mi costringeva a specchiarmi nella mia stessa merda ostentando la sua. Avrei voluto togliere gli occhi per non vedere, annebbiare la mente per non pensare, suonarmi in testa una sinfonia a tutto volume, forse la pastorale, per non sentire le parole di degrado e sofferenza che Laura lasciava fluire su di me, piano piano contagiandomi &amp;nbsp;e sporcandomi, inquinandomi con i suoi fantasmi e con il suo mondo interno corrotto, distrutto, non piu' vitale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Con Laura non potevo evitare tutto questo, mi sentivo come un cucciolo di cane che viene sbattuto puntivamente dal padrone con vigore dentro la sua stessa pipi', gli sembra ingiusto e non puo' fare nulla per evitarlo. Ma sono io stesso a non volerlo evitare, anzi a cercare nel mio lavoro un contatto con parti cosi' profonde degli altri e di me.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Qualsiasi altra professione mi avrebbe consentito di vagabondare negli strati piu' superficiali della mente e delle relazioni con gli altri, sempre spaventato della discesa nel profondo di me stesso, maniacalmente impegnato a fare cose, ad agitarmi insensatamente nel mondo esterno, realizzando cosi' una perpetua fuga.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Quindi sono grato a Laura, quando mi fa ricordare la mia paura della morte che mi fa lottare con il sonno invece che abbandonarmi ad esso sin da quando ero un piccolo bambino e mi scusavo con Gesu', che non si offendesse, ma io proprio non volevo stare nel cielo con Lui e tutti gli angeli, stavo tanto bene sulla terra con il mio papa' e la mia mamma, e lo pregavo di lasciarmi qui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Laura, e tutti i pazienti gravi come lei, hanno il potere di fecondare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Mi stava aiutando ad affrontare ed elaborare una delle mie paure fondamentali. Ad un tratto e' chiaro come non sia lei a fare ribrezzo, ma le mie parti spaventate, timorose, incapaci di uscire allo scoperto. Comunque, se Laura aiuta me, veramente non so come fare per aiutare lei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Non puo' essere completamente devitalizzato e degradato il mondo interno di una persona che riesce comunque a fecondarti, comunicando con te in maniera cosi' violenta ed esplicita. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.07cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;A questo punto mi vengono in mente le parole di Carl Gustav Jung, che definiva il sintomo psichiatrico come melma e diamante alla stesso tempo. Man mano che la paziente continuava la descrizione del proprio degrado, pensavo a come la cultura occidentale, fondata sul pensiero aristotelico, sulla logica del pensiero razionale e dividente, categorizzante, ci renda difficoltoso riconoscere gli opposti presenti in ogni cosa. Riuscivo a cogliere il messaggio profondamente vitale, di estrema richiesta d'aiuto, veicolato proprio da quel presentarsi in condizioni misere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Per Laura inconsciamente era un po' un giocarsi il tutto per tutto: o essere respinta per il proprio presentarsi ripugnante e problematica, ripetendo cosi' il tema relazionale psicotico che ha contraddistinto la storia di tutta la sua esistenza, oppure sperare che la richiesta d'aiuto veicolata attraverso il totale abbandono di se' venisse colta al di la' di una apparenza respingente. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;In realta' richieste d'aiuto cosi' totali, cosi' costringenti, quasi manipolatorie, inducono nello Psicoterapeuta fantasie del tipo "...e' talmente a pezzi che non ci si puo' non occupare di lei, rischia perfino il suicidio....". Tra l'altro molti di questi pazienti vivono in una dimensione in cui il pensiero simbolico porterebbe a galla componenti molto dolorose dell'esistenza e percio' si sentono obbligati ad agire tutto sul mondo esterno, sul mondo delle cose concrete per poter sopportare l'angoscia interna. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;In altre parole, quando parliamo di fantasie di suicidio comunicate dal paziente per coinvolgere lo Psicoterapeuta in una presa in carico totalizzante del se' malato, non abbiamo alcuna garanzia che tali fantasie non possano essere realizzate, giocate nella vita (in inglese to play significa sia giocare che recitare), rappresentate nel mondo come se il mondo fosse una sorta di teatro messo li' apposta per contenere le rappresentazioni del mondo interno. Potremmo assistere cosi' a farse, drammi ma piu' spesso a tragedie, in cui il paziente impersona una o piu' parti e costringe, con la forza del proprio impatto emozionale, chi gli sta vicino a giocare le parti della  propria matrice relazionale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;I temi variano, cosi' nel caso di Laura abbiamo una madre che abbandona, un padre assente ed impotente che non riesce a salvare la figlia dalle grinfie della madre matrigna, l'eroina che consente di ottundere la testa e lenire cosi' il dolore della depressione ed una serie di figure materne sostitutive che dovrebbero giocare il ruolo di chi riesce trionfalmente a riparare i  guasti lasciati da una madre negativa ed abbandonica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Naturalmente il tema centrale della tragedia  di Laura e' costituito dal fallimento ripetitivo di tutte queste figure materne sostitutive, che non daranno mai abbastanza, non riusciranno mai a riparare la mancanza di cure materne, il senso di abbandono, non riusciranno mai a sfatare in Laura la convinzione che se lei e' stata abbandonata e' senz'altro perche' doveva essere indegna della propria mamma, che per un bambino è definitoriamente "buona". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Cosi' Laura con il suo degrado fisico e mentale non fa che perpetuare una testimonianza, non fa che celebrare e ricelebrare cio' che e' gia' avvenuto, l'essere stata abbandonata per "indegnità'" ed il cercare di commuovere (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;cum motus&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;, ovvero far andare con lei, stare assieme) un sostituto materno che possa accoglierela, tentativo che inevitabilmente fallisce proprio a causa della sporcizia fisica e mentale con cui Laura si presenta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.07cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Cosi', in questa continua rappresentazione, il suicidio puo' essere il tentativo estremo di commuovere un oggetto materno ad occuparsi di lei. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;La rappresentazione inconscia usa il mondo come un palcoscenico, quindi esistono concrete possibilita' che la paziente metta in atto un suicidio, lento e sistematico, come se dovesse richiamare l'oggetto amato, una sorta di &lt;i&gt;deus ex machina &lt;/i&gt;che arrivi inopinatamente a salvarla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.07cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;A differenza di una rappresentazione teatrale, in cui gli effetti pragmatici sono sospesi e rimane solo l'emozione dello spettatore e di chi recita, nella  vita un suicidio di questo genere e' spesso portato a termine, cosi' che la rappresentazione si conclude  con la morte reale del protagonista.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Decidemmo che avremmo iniziato a lavorare insieme una volta a settimana, conducendo un'esplorazione psicologica della sua realta' che poi avrebbe potuto portare a decidere anche altre forme d'intervento, integrative della psicoterapia o sostitutive, come ad esempio un ingresso in comunita' terapeutica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Nello stesso tempo Laura iniziava una terapia a metadone, però in maniera scontata, scissa da qualsiasi contestualizzazione dell'intervento farmacologico in un progetto di cura fondato sull'alleanza terapeutica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Ancora una volta la risposta istituzionale ha fatto ricorso al metadone come strumento "magico", per annullare qualsiasi attribuzione di senso alla relazione con la paziente e, quindi, tacitare le proprie angosce relative al senso di impotenza, di inutilità, di morte. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Il servizio "é intervenuto", e ciò é potuto avvenire nel rispetto di regole, regolamenti, regoline e regolucce.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Il paziente é formalmente in carico, può entrare nelle statistiche da inviare a Regione, Prefettura, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Sanità, ovunque vi siano zelanti funzionari che, per giustificare la propria esistenza dopo una notte trascorsa insonne nella paura del capufficio, si svegliano la mattina e decidono di aumentare il peso della burocrazia per autogiustificare il proprio lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Laura propone una modalità relazionale disfunzionale ed il servizio la ripaga con la stessa moneta, rimanda specularmente la stessa modalità non introducendo alcuna forma di cambiamento. Tale modalità si fonda sul'uso degli operatori in maniera scissa, per cui se medico ed infermieri assumono simbolicamente la parte speculare e respingente, in quanto somministratori di una sostanza dai poteri magici, lo Psicologo "accoglie" la parte scissa, quindi contenitore passivo di tutte le scorie.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;La scissione vien spesso reificata attraverso la contrapposizione tra parte "medica" e "psicosociale" dell'intervento, fino ad arrivare ad una divisione stretta di temi e spazi fisici. la presenza di meccanismi di identificazione proiettiva si può notare dalla sensazi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;one, diffusa nelle narrazioni degli operatori, che tutto sia "veramente" così e sia impossibile da modificare, esattamente speculare alla sensazione di disperazione e di impotenza della paziente. Naturalmente Laura ne ha già abbastanza delle proprie scissioni, senza dover sopportare le psicopatologie insite nelle ASL, così dopo una settimana abbandona il ricorso al metadone ed i colloqui con me.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Sarà morta? No, fa troppo male chiederselo; meglio dedicarsi alla prossima "accoglienza", alla prossima zuffa con i colleghi, alle prossime imprecazioni sul capo servizio ignorante e maleducato, alle novità sindacali, al conto dei giorni di ferie residue e dello straordinario effettuato, alla lettura e commento approfondito del Corriere dello Sport.".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Quando compilavo questo scritto nel 1991 ero appena reduce da un viaggio a New York, avevo visitato le Twin Towers ed oggi mi impressiona averle definite, insieme con gli altri grattacieli, "monumento all'insensatezza umana"... pur avendo lavorato anni ed anni nell'area delle tossicodipendenze non mi sono abituato mai a non sapere più nulla di molti pazienti che giocavano così facilmente con la morte... il ricordo di Laura fa ancora male e fa male il pensiero che forse, anzi, probabilmente, 20 anni dopo non fa più parte di questo mondo... o forse si...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-3294939345456370262?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/3294939345456370262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/10/laura-leroina-le-torri-gemelle-ed-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/3294939345456370262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/3294939345456370262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/10/laura-leroina-le-torri-gemelle-ed-il.html' title='Laura, l&apos;eroina, le torri gemelle ed il guardiano del tempo...'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-8164643004989041227</id><published>2011-03-31T11:10:00.000+02:00</published><updated>2011-03-31T11:10:58.755+02:00</updated><title type='text'>Storia di una nevrosi ossessiva</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Eraldo era seduto sulla panchina, composto e riservato come al solito. Con una mano si aggiusta i capelli che iniziano ad essere ricoperti da qualche filo bianco, con l'altra mano tiene stretto il manico del suo borsone scuro, pronto a sollevarlo per saltare sul treno. L'aria umida e nebbiosa fa risaltare gli odori dell'erba che oramai cresce disordinata tra i binari, mentre l'orologio della stazione segna le 12.23. Le lancette hanno sempre la stessa posizione, come due amanti dubbiosi che non riescono ad avvicinarsi più di così ma nemmeno ad allontanarsi. Le lancette si guardano immobili da quando l'orologio ha cessato di vivere, con il vetro rotto testimone del tempo che non scorre. Nel piccolo ufficio del capostazione le carte svolazzano comandate solo dal vento e non più dalle sue mani ordinate. Sulla scrivania un giornale ingiallito del 31 marzo 1971. Eraldo aveva sei mesi quando il padre morì. Cresciuto con una mamma bambina da accudire, ha sempre atteso un padre con cui rafforzarsi facendo la lotta, un padre che gli facesse da specchio della sua identità maschile e lo incoraggiasse ad intraprendere, consentisse la crescita della sua autostima stimolandolo a provare le sua abilità dapprima in un ambiente protetto, per poi esporsi al mondo. Eraldo attende che il treno destinato a portargli questo padre passi sul binario, attende da 40 anni che a lui devono essere sembrati un giorno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vKq73aKOKY4/TZRD5pI6amI/AAAAAAAAACo/qUe4M1GaSw8/s1600/images-2.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-vKq73aKOKY4/TZRD5pI6amI/AAAAAAAAACo/qUe4M1GaSw8/s1600/images-2.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa stazione abbandonata e fantasma è il simbolo della nevrosi ossessiva che avvolge e protegge Eraldo, che per esporsi al mondo vuole prima incontrare un padre che formi le sue capacità di affrontare le cose. Nel frattempo si protegge attraverso i mille dubbi che si formano nella sua mente ogni volta che deve effettuare un scelta, attraverso il controllo maniacale  che filtra tutte le sue azioni, idee, relazioni, con il risultato di rimanere bloccato ed inane ma, nella sua fantasia,  protetto dalle possibili conseguenze negative dell'esposizione al mondo. Eraldo vive ma non ama, vive ma non lavora, vive ma non gioisce, vive ma non piange, vive ed aspetta. Aspetta che passi il treno che gli porti il papà della sua infanzia, un treno su cui finalmente saltare felice. Il tempo all'interno della stazione è fermo, fuori scorre freneticamente, le cose cambiano, evolvono, Eraldo ne ha sentore, più passa il tempo più il mondo che sta fuori gli diventa estraneo e terrificante. Qualcuno lo deve mettere in contatto con la possibilità che quel treno non passi mai e che, attraversato il lutto e fattosi meno lancinante il dolore della perdita, lui potrà iniziare ad affacciarsi fuori dalla stazione, in un mondo inizialmente terrificante ma nel quale potrà trovare le forza di crescere, potrà trovare le delusioni, la competizione, l'offesa così come l'amicizia, l'amore, la natura, tessendo una relazione che piano piano possa vitalizzare un intrapsichico coartato e considerato, in maniera auto riflessiva, privo di mezzi e poco attraente per gli altri. Questo delicato compito tocca al suo psicoterapeuta, che dovrà essere paziente e delicato, potrebbero volerci anni per mettere Eraldo a contatto con questa realtà, nello stesso tempo curioso e determinato a compiere questo viaggio inseme al paziente, accompagnandolo in luoghi della mente unici ed irripetibili. Nemmeno alla psicoterapeuta è dato di conoscere in anticipo questi luoghi, li vede per la prima volta mentre li esplora con il paziente. Viceversa lo psicoterapeuta ha dalla sua parte il saper viaggiare, è un viaggiatore esperto che ha percorso chilometri e chilometri in luoghi della mente sconosciuti ed inattesi, con  tante persone diverse, così ha imparato il piacere e la tecnica del viaggio, ha imparato ad affrontare imprevisti ed aiutare il paziente a cavarsela durante i percorsi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-8164643004989041227?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/8164643004989041227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/03/storia-di-una-nevrosi-ossessiva.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/8164643004989041227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/8164643004989041227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/03/storia-di-una-nevrosi-ossessiva.html' title='Storia di una nevrosi ossessiva'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vKq73aKOKY4/TZRD5pI6amI/AAAAAAAAACo/qUe4M1GaSw8/s72-c/images-2.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-9132437523271544390</id><published>2011-03-13T11:33:00.000+01:00</published><updated>2011-03-13T11:33:13.746+01:00</updated><title type='text'>Le storie del centro notturno di pronta accoglienza per persone tossicodipendenti</title><content type='html'>&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Le storie riportate hanno diversi aspetti in comune e consentono qualche riflessione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Inizialmente prenderei in considerazione alcuni aspetti relativi all’utenza. Non si tratta solo di ospiti coinvolti con l’uso di sostanze stupefacenti, ma portatori di ulteriore disagio, si tratta infatti di persone che hanno interrotto più o meno recentemente e più o meno definitivamente il rapporto con figure significative. Non ci sono genitori, non ci sono amici, non ci sono parenti, non sembra nessuno, spesso nemmeno i servizi, disposto ad accoglierli. Quasi tutti i centri notturni di Roma non accolgono persone tossicodipendenti ed alcuni di quelli deputati a farlo pongono dei veti su alcuni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E’proprio qui, in centri come questo, che ci si rende conto che quando si tocca il fondo c’è sempre qualcuno che bussa da sotto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-4w_qXMSVySc/TXydWOX9N3I/AAAAAAAAACk/RXj3G93yWwc/s1600/images-5.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh6.googleusercontent.com/-4w_qXMSVySc/TXydWOX9N3I/AAAAAAAAACk/RXj3G93yWwc/s1600/images-5.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nella notte, che sembra portare con sé il luogo da cui non è possibile fuggire, le persone, distanti solo qualche attimo dall’ultima dose assunta, si aprono al dolore, al bisogno ed alla domanda di aiuto. Ed allora la richiesta di un posto letto si configura come un’emergenza di un tutto che nasconde e palesa situazioni molto complesse, gravi. Insomma il papà che si coinvolge sino a portare la dose al figlio, il malato di AIDS, il giovane che nella notte si aggira con un coltello, quello che delira, sono tutti portatori di richieste che, sebbene celate all’interno di comunicazioni assurde o di monotone ripetizioni di messaggi non verbali sulla relazione, vanno al di là di quella legata alla erogazione di un’ospitalità, di un pasto caldo o della possibilità di lavarsi. Consegue il notevole coinvolgimento umano e impegno professionale richiesto all’operatore, che non può sottrarsi al confronto continuo con gli aspetti più duri della vita, il dolore, la malattia, la morte, e con richieste sempre più forti, sempre più pressanti sino a connotarsi come urgenze. Si tratta per l’operatore di contattare situazioni dal forte impatto emotivo e si tratta soprattutto di salvaguardarsi e di orientare i propri vissuti in un progetto di intervento dotato di senso ovvero un’azione che, tenendo conto delle risorse dell’ospite, dell’operatore e dei servizi esistenti, persegua obiettivi possibili. Infatti è necessario assicurare all’utenza un’azione assistenziale, una risposta concreta&amp;nbsp; che soddisfi i bisogni primari e riduca nel contempo i rischi socio-sanitari impliciti nel vagabondare notturno, ma anche un’azione di decodifica della domanda con conseguente organizzazione di risposta adeguata. Ciò è assicurato dall’azione di supervisione, necessaria per qualsiasi lavoro che implica l’analisi di una relazione ed assolutamente imprescindibile per servizi di frontiera come il centro notturno di Magliana ’80.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-9132437523271544390?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/9132437523271544390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/03/le-storie-del-centro-notturno-di-pronta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/9132437523271544390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/9132437523271544390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/03/le-storie-del-centro-notturno-di-pronta.html' title='Le storie del centro notturno di pronta accoglienza per persone tossicodipendenti'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh6.googleusercontent.com/-4w_qXMSVySc/TXydWOX9N3I/AAAAAAAAACk/RXj3G93yWwc/s72-c/images-5.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-7183361054656965172</id><published>2011-02-03T19:19:00.001+01:00</published><updated>2011-02-03T19:19:43.357+01:00</updated><title type='text'>Lorena, la zingarella con la sua tanica di benzina...</title><content type='html'>&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Sono stato supervisore delle unità di strada che si recavano nei campi nomadi per contrastare il fenomeno della tossicodipendenza... &amp;nbsp;venivo sistematicamente investito da storie incredibili, letteralmente provenienti da un'altro mondo, spesso scorrendo in macchina lungo la via Olimpica ero diviso da loro solo da pochi metri: prima di intraprendere questo lavoro non capivo che abisso potesse rappresentare quella distanza, fisicamente così breve, colmabile da un solo colpo d'occhio... Le storie lasciavano un senso di sconcerto, di incredulità, perfino una sensazione fisica di sporcizia che ti si attacca addosso, tornando a casa avevo sempre voglia di farmi una doccia, distrarmi, radicarmi nelle mie sicurezze quotidiane, rinnovare i parametri di lettura del mio mondo... Il nostro era un lavoro motivato dalla grande diffusione dell'uso di sostanze stupefacenti tra la comunità Rom... ciò che mi ha sempre colpito è il massiccio coinvolgimento dei bambini: annusare benzina, caffè e sigarette sono diffusi sin dall'età più tenera, parliamo anche di bambini di 4 anni... droghe come la cocaina sono socialmente accettate perchè rinforzano la potenza maschile, mentre fumare l'eroina è roba da donne... il problema all'interno dei campi nomadi non veniva percepito come tale fino a che i giovani non hanno iniziato a rubare all'interno della loro stessa comunità, violando norme millenarie e sconcertando così i capi Rom, che per questo, solo per questo, accettavano volentieri il nostro aiuto. Ecco la storia di Lorena, 9 anni...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TUrvn8Sw9DI/AAAAAAAAAB8/zdoeDoi_v6Q/s1600/images-1.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TUrvn8Sw9DI/AAAAAAAAAB8/zdoeDoi_v6Q/s1600/images-1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Come dici? Il mio nome? Per voi gagè il mio nome è Lorena.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Mi chiamano Lorena e ho 9 anni, ecco chi sono! Oggi mia madre non c’è sono io che bado alla baracca e agli altri bambini. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Sono nata in Kossovo prima della guerra; poi una notte siamo partiti di fretta, senza farci vedere. Mia madre aveva paura: diceva che avrebbero ucciso tutti i miei fratelli e mio padre se fossimo restati là. Quella che viene giù dalla BMW? Mia sorella Sara invece è nata a Roma, qui alla Muratella dove viviamo adesso, ha 4 anni. In questi giorni gli uomini preparano le baracche per l’inverno. Cercano tra i tanti rifiuti sparsi attorno quel che può servire. Legna da vecchi infissi e da armadi, plastiche grandi e piccole per far scivolare via la pioggia. Porte rotte, finestre, lamiere, tutto va bene per casa nostra. C’è da tappare ogni buco per non lasciar passare il vento freddo che a Roma viene dal mare. Intorno a  casa nostra ci stanno le famiglie dei due fratelli di mio padre e quella di una sorella di mia madre con la nonna che è la più anziana di tutti. Anche alle altre baracche stanno&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;lavorando i maschi. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Noi siamo in quattro io e Sara più i miei fratelli Ivan e Kevin, ma ho anche altri diciotto cugini che dormono nelle tre case vicine. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Che facciamo? Te l’ho detto prepariamo le case per l’inverno, poi giochiamo e cerchiamo da mangiare. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Come dove? In giro per la strada, ai semafori, in giro. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Che giochi? I giochi sono giochi di discarica alla fine del gioco devi sempre portare o cibo o soldi o qualcos’altro di utile, che so un vestito vecchio. Cosa mangio? Bhe! Mia madre mi ha lasciato il pranzo per me e i miei fratelli, ma è un pollo solo non credo che basterà.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Ah! Un nuovo gioco lo ha inventato Manlio che è arrivato dal Belgio, dice che si fa in tutti i campi. Che gioco? Ma, come non lo conosci, se si fa in tutti i campi?!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Manlio è il figlio dello zio Istvàn ha 13 anni e suona con la&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;tastiera elettrica sulla linea del tram. È forte Manlio. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;i&gt;Ah il gioco! Il gioco si fa cercando vicino alle macchine o vicino ai caravan. Se guardi bene c’è sempre una tanica con un po’ di benzina dentro. Non ti devi far vedere da nessuno. Prendi la tanica e cerchi un posto tranquillo per nasconderti. Manlio, lui però, non si nasconde più. Poi&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;prendi la tanica la avvicini alla bocca e al naso fai un respiro lungo aspetti un po’, poi ne fai un altro, poi un altro, poi un altro. Ci vuole poco e la benzina è facile da trovare. È come un sogno senti che la testa ti gira e tutto intorno il mondo scompare e ti senti forte, grande, invincibile. Poi ti addormenti, quasi, rimani senza renderti conto e il tempo passa più veloce senza sentire dolore. Adesso gioca come noi anche Sara che ha 4 anni e non si lagna più come prima, tutti lo fanno nei campi tra le baracche, noi siamo più forti degli altri bambini, siamo Rom.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-right: 0.5cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-7183361054656965172?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/7183361054656965172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/02/lorena-la-zingarella-con-la-sua-tanica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/7183361054656965172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/7183361054656965172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/02/lorena-la-zingarella-con-la-sua-tanica.html' title='Lorena, la zingarella con la sua tanica di benzina...'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TUrvn8Sw9DI/AAAAAAAAAB8/zdoeDoi_v6Q/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-1253920083751248788</id><published>2011-01-28T18:20:00.001+01:00</published><updated>2011-01-28T18:21:31.805+01:00</updated><title type='text'>...quando piange lo fa più piano. Un tossico ed il suo cane.</title><content type='html'>&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;Questa è una delle storie a cui sono più affezionato, è stata scritta da un operatore sociale della Cooperativa Magliana '80, che si occupa dell'intervento sulle tossicodipendenze in quel quartiere romano che ha legato il suo nome al degrado ed alla malavita. Oggi degrado e malavita non sono scomparsi ma convivono con i pensionati ed un ceto impiegatizio "piccolo borghese", come si diceva negli anni 70. Il Camper veniva utilizzato, in convenzione con il Servizio per le Tossicodipendenze della ASL, per decentrare le terapie sostitutive con il metadone e portarle più vicino ad una serie di pazienti che vivevano una condizione di tossicodipendenza oramai cronica... questo in teoria, e talvolta anche in pratica... in buona sostanza invece affluivano al Camper i soggetti più problematici dal punto di vista comportamentale che, con la loro patologia psicotica o borderline, concomitante ad un massiccio uso di sostanze e ad una vita condotta oltre i margini della legge, mettevano in seria difficoltà i servizi della ASL. L'équipe del camper era mista, medico ed infermiere della ASL, operatori sociali di Magliana 80, spesso ex tossicodipendenti con un percorso riabilitativo completato e mantenuto con successo, che "sapevano" come trattare con quegli utenti difficili. La mia funzione di Supervisore era quella di ascoltare le angosce di questi operatori di fronte al tema del degrado, della malattia e della morte, temi da loro attraversati in prima persona e riattivati dal rapporto con questi pazienti particolari, cosa che metteva loro in una posizione delicatissima. Penso, spero, di aver aiutato a "non farsi male" queste persone speciali, piene di vita e di esperienza, con una carica ed una sensibilità fuori dal comune... abbiamo passato insieme molte ore e molti anni a discutere, pensare metodi, valutare il lavoro, cercare di migliorarlo, raccogliere ed elaborare angosce personali molto profonde, interpretare il senso delle trame relazionali che si attivavano con i pazienti... qualcuno di questi operatori si è laureato ed è diventato un collega, chi è diventato nonno, chi è morto di AIDS dedicando gli ultimi giorni della vita a lavorare per strada con i "tossici"... di altri ancora non conosco quale sia stato il loro destino... mentre scrivo non so se li ho mai ringraziati per tutto quello che mi hanno insegnato, nonostante fossi io il loro supervisore... è giunto il momento di colmare questa lacuna...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;Ecco la storia, la trovo particolarmente toccante, anche per la presenza di un cane, unico affetto del paziente che chiameremo Andrea...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TUL53qq44eI/AAAAAAAAAB0/lBLd5SAdPdM/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TUL53qq44eI/AAAAAAAAAB0/lBLd5SAdPdM/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;immagine da www.tafter.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Andrea è stato uno dei primi a venire al Camper. Abitava e abita a Donna Olimpya e con la chiusura del Ser.T si era trovato un tantino in difficoltà, tenendo conto che stava a 280 mg di metadone a mantenimento più tre Minias al giorno.  Non tre pasticche di Minias, tre flaconi di Minias.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Arrivava tardi preceduto da Lucky a cui scioglieva il guinzaglio subito dopo essere entrato nel parcheggio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Ci metteva tre quarti d’ora per buttarsi giù quei due bicchieroni, non avevo mai visto una cosa del genere, lo giuro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Veniva sempre lavato e profumato col suo faccione da bambino leggermente sudato e sempre con Lucky attaccato al lungo guinzaglio rosso ed era sicuramente più sorridente di tanti che avrebbero da ridere ma da ridere veramente.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Cerchiamo di spiegarci. Se su cento persone che dovevano venire al Camper non ne veniva qualcuno, a caso, questo non era un problema. Se per la mezza Andrea non si vedeva, questo era un problema, un bel problema.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Se veniva presto era peggio, dato che c’ aveva tempo pure per vomitare e ricominciare da capo con i 280.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Una volta d’estate l’hanno portato i Carabinieri. Lucky non c’era, l’avevano lasciato legato a un palo da qualche parte. Lui piangeva forte e tremava ancora più forte. Lo avevano fermato con mezz’etto di fumo mentre parlava con due pischelli.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Ci mise relativamente poco a bere i primi 280 e possiamo dire che, da come la vedevo io, era più che altro preoccupato per Lucky. Vomitò affacciato alla porta del Camper e ripartì come al solito molto più agitato del solito, anche i Carabinieri era agitati, lo misero in macchina e ripartirono, ma si fermarono inchiodando prima di uscire dal parcheggio. Vomitò per la seconda volta senza scendere dalla macchina.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Lo riportarono dal dottore mentre qualcuno chiamava il responsabile del Ser.T, tossiva forte e c’aveva la pressione alta, parecchio. I Carabinieri non sembrava volessero mollarlo non ancora, rimontò sul Camper il dottore gli fece un Plasil, intramuscolo, lui si sedette un quarto d’ora e l’infermiera gli versò i soliti 280.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Li bevve piano questa volta e il suo stomaco intorpidito dal Plasil parve sopportarli. Lo portarono via, seppi poi che gli avevano fatto solo il foglio di sequestro, solo questo. Qualcuno disse che era infame, che qualcun altro aveva pagato al posto suo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Io non credo sia andata cosi. Io con lui c’ho parlato e mi ha detto che gli ha vomitato al Comando, su una scrivania, che ha iniziato a tossire e a scatarrare dappertutto, che gli si erano gonfiate le mani e pure il viso e che poi non c’era niente da pagare. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Perché lui si il fumo glielo aveva pure dato ai pischelli, questo si, ma i pischelli l’avevano buttato perché avevano visto i Carabinieri da lontano, dato che erano in divisa ed era vero io pure li avevo visti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;E forse nemmeno i Carabinieri se la sono sentita di lasciare dentro Regina Coeli un cristiano in quella condizioni, per così poco.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;Adesso sta meglio, é stato per tre mesi al Gemelli e glielo hanno scalato con le flebo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;E’ fermo a quaranta di metadone e un flacone di Minias.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="it-IT" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;i&gt;E’ sempre facile al pianto ma quando piange lo fa più piano.    &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-1253920083751248788?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/1253920083751248788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/01/quando-piange-lo-fa-piu-piano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/1253920083751248788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/1253920083751248788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/01/quando-piange-lo-fa-piu-piano.html' title='...quando piange lo fa più piano. Un tossico ed il suo cane.'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TUL53qq44eI/AAAAAAAAAB0/lBLd5SAdPdM/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-587791190206418393</id><published>2011-01-15T09:09:00.000+01:00</published><updated>2011-01-15T09:09:40.707+01:00</updated><title type='text'>I nostri ragazzi e le "nuove droghe". Storia di una scorciatoia del vivere...</title><content type='html'>&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;Per anni ho supervisionato le Unità di Strada che si occupavano elle cosiddette "nuove droghe", consumate prevalentemente nelle discoteche da ragazzi molto giovani: tutte le varie forme dell'Ecstasy sono dette droghe empatogene, hanno come effetto principale quello di superare la normale timidizza ed imbarazzo che ci può essere in un contatto tra coetanei adolescenti che si avvicinano al tema della sessualità: sentirsi estroversi ed in pace con il mondo, poter "rimorchiare" chiunque sentendosi un gran figo od una grande figa, poter esercitare una libertà sessuale spesso oltre i limiti della propria capacità emotiva di poter sopportare esperienze forti; poter ballare tutta la notte e sentirsi onnipotenti; &amp;nbsp;i danni non sono solo fisici o psicopatologici, il colpo di calore, attacchi di panico, crisi psicotiche: il danno più grosso è l'evitamento di quella condizione esistenziale in cui dobbiamo superare la paura dell'entrare in relazione con l'altro, la paura della sessualità, la paura di non essere abbastanza apprezzato/a e costruire così una propria identità personale e psicosessuale. Questo genere di droghe hanno un forte appeal perchè consentono di evitare il problema, spesso con l'aiuto delle birre e di qualche canna fatte prima di entrare in discoteca, e di qualche pasticca di benzodiazepine o una sniffata di eroina presa prima di arrivare a casa la mattina per diminuire gli effetti eccitanti, ovvero "scendere e smaltire sennò i miei me tanano". Su circa 10.000 ragazzi e ragazze contattati in discoteca 1 su 2 aveva provato una qualche forma di sostanza, è vero che provare non significa automaticamente diventare tossicomane, ma i numeri sono enormi e quest'esperienza fatta continua a ribalzarmi in testa creando interrogativi, riflessioni e, da padre e da persona affascinata dai giovani, preoccupazione. Questa è una delle storie pubblicate su "Storie di Strada" Arion Edizioni, scritta da una Psicologa di Magliana '80. Aiutare questi ragazzi a non vivere solo nell'azione, a narrare la loro storia, a sentire di avere una mente che può tenersi in mente e considerare i propri sentimenti, pensieri, immagini, idee, aspirazioni, delusioni, frustrazioni e rabbie, sia nella dimensione intrapsichica che in quella interpersonale, è "la cura", la cura che può dare un'alternativa ad una mente condizionata e manipolata dalla chimica delle sostanze assunte, le scorciatoie del vivere...&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TTFU2wevQAI/AAAAAAAAABw/X39QBYV1Bw8/s1600/biblio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TTFU2wevQAI/AAAAAAAAABw/X39QBYV1Bw8/s1600/biblio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px; text-decoration: underline;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px; text-decoration: underline;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Un pomeriggio….&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;E’ domenica pomeriggio. Io, Alessandra e Silvana ci vediamo in sede per un turno pomeridiano alla discoteca Heaven ,che si trova a Piramide. Tutti i pomeriggi di sabato e di domenica la discoteca accoglie ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, anche se non è strano incontrare giovani di età superiore.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Come al solito, prima di spostarci alla volta del locale,ci confrontiamo sulle cose da portare con noi e prepariamo il materiale necessario (volantini, preservativi…candele...teli da mettere sul tavolo) per renderci visibili e per creare uno spazio che ci distingua e ci accolga. Portiamo anche gadget e dolciumi che vengono scelti tenendo presente i gusti dei ragazzi., sempre per agevolare il contatto con loro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Organizzato il materiale prendiamo la macchina, concordiamo su chi va alla guida, e quindi partiamo alla volta dell’Heaven.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Al nostro arrivo, davanti al locale, troviamo un nugolo di ragazzi assiepati davanti all’ingresso; noi non abbiamo problemi ad entrare, grazie all’ottimo rapporto con ........., organizzatore dei pomeriggi dedicati ai più giovani. L’ottimo rapporto instaurato con lui, già dal primo anno del progetto, ha fatto sì che ogni nostro intervento avvenisse in stretta sinergia con il programma del locale. Questo non solo ha favorito i contatti ed agevolato l’accettazione da parte del contesto (ragazzi – operatori del locale- operatori di Magliana 80) ma ha anche stimolato la creatività sulle possibili cose da proporre in futuro……………..il locale è stato per noi ottimo osservatorio dei comportamenti del gruppo target, un’ottima palestra per il nostro lavoro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Entriamo in discoteca, dove i ragazzi dell’equipe del concludono freneticamente gli ultimi preparativi e ci sistemiamo nei divanetti sotto la console che si trova davanti la pista, posizione che ci permette di interloquire sia con i ragazzi sia con i dj, se necessario per richiamare l’attenzione sul nostro lavoro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Sistemiamo il materiale, accendiamo le candele, i preservativi vengono sistemati singolarmente su un cestino e anche noi siamo pronti per l’“evento”…….inizia la musica….i ragazzi si riversano nella pista……e pian piano cominciano ad avvicinarsi…..prima timidamente…..poi in maniera più spigliata e intraprendente…forse anche grazie al nostro atteggiamento accogliente!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;I ragazzi si avvicinano e noi gli andiamo incontro cercando di spiegare che il materiale contiene delle informazioni su come funzionano le droghe ,indicandone gli aspetti e i rischi, in altre parole le conseguenze dannose sulla salute fisica e psicologica.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Aggiungiamo alle informazione sulle droghe anche il preservativo, che non è un gadget, ma ci permette di parlare dei rischi di malattie sessualmente trasmissibili e poi lasciamo la possibilità al ragazzo/a di porre delle domande, se ne ha , o di raccontare qualcosa di lui come è capitato quel pomeriggio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Dopo qualche ora che stavamo lì , si avvicina al nostro tavolo un ragazzo che, in maniera timida , mi chiede che cosa facciamo e chi siamo. Io immediatamente gli dico che siamo un gruppo che lavora per Magliana 80, che ci occupiamo di prevenzione sulle droghe, in particolare sulle sintetiche e sull’ecstasy.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Gli mostro il nostro materiale informativo e glielo offro, chiedendogli se conosce le sostanze di cui parlo. Il ragazzo risponde timidamente, guardando a terra, di sì ; chiede che effetti hanno sul cervello ed io gli parlo dell’azione sulle serotonina, degli effetti a lungo termine e della possibilità che compaiano anche attacchi di panico…. Piero mi guarda negli occhi, mentre prime, pur rimanendo attento , manteneva gli occhi bassi, e, infine, mi chiede se sono una psicologa.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Io gli dico di sì e, allontanandoci dal tavolo, mi racconta di sé, mi dice che ha cominciato ad usare l’ecstasy circa un anno e mezzo fa, frequentando durante il fine settimana, un gruppo di amici che andavano in discoteca e che , dopo una delusione sentimentale, voleva un po’ reagire e non pensare…&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Piero ,che ha 17 anni, aveva continuato ad usare ecstasy per circa otto mesi tutti i fine settimana...poi in famiglia si erano accorti che stava male….lui era riuscito a parlarne con il padre, anche perché, nel frattempo, erano comparsi stati d’ansia molto intensi che lo avevano convinto a chiedere aiuto. Gli chiedo a chi si erano rivolti e il ragazzo risponde che il padre lo aveva accompagnato ad un CIM dove c’era una psicologa. Aggiunge che con la psicologa che lo segue si trova bene e che ha capito delle cose, anche se lui è impaziente di ottenere dei risultati. Lo esorto a non mollare, ribadendo il possibile collegamento tra i suoi stati d’ansia e l’uso della sostanza…e infine aggiungo che potrà avere delle informazioni supplementari dagli psicologi del nostro sportello di cui fornisco numero e indirizzo. Gli dico di cercare Fabio, o anche nella nostra sede, ma lo rinforzo a continuare il percorso intrapreso.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Piero mi ringrazia e mi dice che è la prima volta che parla di questa esperienza con una persone estranea, mi sorride e si allontana.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-587791190206418393?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/587791190206418393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/01/i-nostri-ragazzi-e-le-nuove-droghe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/587791190206418393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/587791190206418393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/01/i-nostri-ragazzi-e-le-nuove-droghe.html' title='I nostri ragazzi e le &quot;nuove droghe&quot;. Storia di una scorciatoia del vivere...'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TTFU2wevQAI/AAAAAAAAABw/X39QBYV1Bw8/s72-c/biblio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-546220981132159220</id><published>2011-01-02T19:50:00.000+01:00</published><updated>2011-01-02T19:50:20.029+01:00</updated><title type='text'>Sale e coltello. Una storia dal centro notturno di pronta accoglienza...</title><content type='html'>&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Bold Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Sale e coltello &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Mi sveglio di soprassalto con una sensazione di disagio. Subito porto l’orologio davanti agli occhi. Sono le 3.00 di notte. Mi colpisce la forte luce in cucina, proprio di fronte all’ufficio vetrato dove dormo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Immediatamente inquietudine, non è normale , di solito gli ospiti andando in bagno accendono la luce piccola....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Resto due minuti ancora sul letto cercando di ascoltare se si sentono dei rumori. Silenzio assoluto. Mi alzo ed esco dall’ufficio dirigendomi in cucina. Penso che con quella luce così forte e violenta anche la mia collega si sarà svegliata. Entro in cucina. C’è una persona, di spalle alla porta, davanti al lavandino, immobile. Mi colpisce subito il coltellaccio posato sul ripiano della cucina&amp;nbsp;: è il più grosso che abbiamo. Ho riconosciuto la persona&amp;nbsp;: è Marco. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;La cosa non mi tranquillizza, stasera era molto “fatto” di pasticche, e tutto il suo agire sembrava senza senso. Sono inquieto, preoccupato. Come starà&amp;nbsp;? Sarà minaccioso, pericoloso&amp;nbsp;? Anche il fatto che stia del tutto fermo mi preoccupa, sembra perso nel vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TSDIZos9VMI/AAAAAAAAABs/fbF0oD61zdM/s1600/La+notte+stellataVan+Gogh.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://2.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TSDIZos9VMI/AAAAAAAAABs/fbF0oD61zdM/s320/La+notte+stellataVan+Gogh.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;La notte stellata V. Van Gogh&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Decido di passare all’azione. Gli parlo senza muovermi, mantenendo una certa distanza di sicurezza da lui : “Che stai facendo&amp;nbsp;?”. Marco ha un sussulto, dice di non avermi sentito arrivare. Molto lentamente si gira e alza un contenitore di sale  che deve aver preso dalla credenza (lo sportello è aperto), non parla, lo guarda un po’,  lo riposa, fa un passo in avanti e prende il coltello. La mia ansia è al culmine, ma cerco di tranquillizzarmi e vedere cosa succede&amp;nbsp;. Lo guarda un po’ poi lo riposa. Mi guarda e dice&amp;nbsp;: ”Volevo bere un bicchiere d’acqua”. Barcolla, quasi cade. Si gira e si avvia lentamente verso il bagno, sparendovi all’interno. Rapidamente entro in cucina e rimetto a posto sale e coltello. Capisco subito che sarà bene il giorno dopo togliere dalla cucina i coltelli. Non lo faccio subito per non creare agitazione. Marco esce dal bagno, mi guarda, ma non parla e barcollando vistosamente, se ne torna in camera da letto. Dopo un minuto lo seguo. E’ tutto spento, ma attraverso la luce che esterna, filtrata dai vetri, vedo abbastanza bene. Rimane un po’ seduto sul letto poi lentamente si sdraia e dice&amp;nbsp;:”Sale e coltello”. Torno in cucina e tolgo i coltelli, mettendoli in una busta che porto in ufficio. Spengo la luce. Torno a letto. Ho avuto parecchia paura. Cerco di rilassarmi. Resto per parecchio tempo con gli occhi aperti nel buio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-546220981132159220?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/546220981132159220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/01/sale-e-coltello-una-storia-dal-centro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/546220981132159220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/546220981132159220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2011/01/sale-e-coltello-una-storia-dal-centro.html' title='Sale e coltello. Una storia dal centro notturno di pronta accoglienza...'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TSDIZos9VMI/AAAAAAAAABs/fbF0oD61zdM/s72-c/La+notte+stellataVan+Gogh.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-7470518202803067137</id><published>2010-12-24T18:16:00.001+01:00</published><updated>2010-12-27T10:08:31.648+01:00</updated><title type='text'>Notte Magica, Notte Tossica...</title><content type='html'>&lt;div align="LEFT" lang="en-GB" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="en-GB" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="en-GB" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=6918524337990278747&amp;amp;postID=7470518202803067137" name="TOC54068929"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=6918524337990278747&amp;amp;postID=7470518202803067137" name="TOC54068930"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Come on now try and understand The way I feel when I’m in you hands&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=6918524337990278747&amp;amp;postID=7470518202803067137" name="TOC54068931"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;Take me now as the sun descends &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;They can’t hurt you now&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt; Bruce Springsteen e Patty Smith, &lt;/span&gt;“Because the Night&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="en-GB" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 2.22cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;E io son vuoto anche del mio terrore. Non ho più senso. Conosco una morte che forse nessun altro figliolo di donna potrà mai conoscere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman Italic', serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Gabriele D’Annunzio, “Notturno”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 9cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 9cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Siamo tutti in attesa di una Notte magica, la Notte più importante dell'anno, la Notte in cui si celebrava l'antica festa celtica del solstizio d'inverno, quando la luce torna finalmente sui nostri volti e nei nostri cuori, le giornate si allungano e la natura piano piano torna a quella vita che poi esploderà nella primavera. La rinascita della vita della natura&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;nella tradizione cristiana occidentale&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;è diventata la Nascita di Colui che ci salverà. Questa Notte saremo tutti riuniti nel calore dei nostri affetti per scacciare l'inverno, le privazioni, il buio, ed è proprio la Notte il momento di maggior calore affettivo, il momento del "noi".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Per molti la Notte, nemmeno "questa" Notte, può avere questo senso: sono le notti vissute nell'emarginazione e nella "tossicità" dell'assunzione di sostanze, che rende ogni giorno ed ogni notte uguale all'altra, piena al tempo stesso di disperazione e di anestesia chimica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Ho passato anni a supervisionare il lavoro nel centro notturno di pronta accoglienza della cooperativa Magliana '80, nel cuore dell'omonimo e ben noto quartiere di Roma... anche qui ho raccolte delle storie che potrò condividere con voi... in questi centri notturni di pronta accoglienza, dove si offre un primo contenimento ed una pausa momentanea dalla strada, le notti più significative erano proprio quelle di festa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&amp;nbsp;La notte nella mitologia greca era la figlia del Caos e madre sia di &lt;span style="font-family: 'Lucida Grande', serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Grande', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Hipnos&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Grande', serif;"&gt; &lt;/span&gt;il sonno che di &lt;span style="font-family: 'Lucida Grande', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Tanatos&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Grande', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; la morte. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Il naturale accostamento tra sonno e morte rende talvolta così difficile abbandonarsi al riposo ed alla reintegrazione. La notte attraverso il sonno ci consente di regredire, di tornare verso quell’abbraccio caldo ed avvolgente da cui proveniamo, il ventre materno; durante la notte torniamo dentro noi stessi, attraverso i sogni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;“&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La notte è il simbolo del tempo, delle gestazioni, delle germinazioni, delle cospirazioni che risplenderanno in manifestazioni di vita”. (Chevalier, Gheerbrant, “Dizionario dei Simboli”, Rizzoli, 1986.). La notte quindi è il luogo della regressione, in cui l’Io cosciente può finalmente abbandonare il controllo e navigare tra infiniti significati, godendo e  traendo energia dal senso di contenimento che la notte offre, retaggio e memoria sensoriale dell’holding materno, delle braccia e del seno caldo che ci ha contenuto e coccolato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Springsteen e Patty Smith cantano la notte: “Ora vieni, prova e capisci come mi sento quando sono nelle tua braccia, prendimi ora mentre il sole scende, ora non possono farti del male”.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;La notte, lungi dall’esser un luogo solitario, è piuttosto il luogo dove la relazione si fa intensa, intima condivisa, il luogo in cui “la coppia” protegge dal persecutore esterno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;La notte però nasconde un secondo aspetto, inscindibile: la notte, figlia del caos, genera la morte: potremmo dire che, quando l’esperienza di re-integrazione attraverso una relazione intima e condivisa fallisce, la notte diventa il luogo della perdita di senso, il luogo dell’emergere di mostri ed incubi, il luogo della angoscia che frammenta il senso di Sé e lo disperde in mille rivoli. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;E’ noto che molti suicidi avvengono alle prime luci dell’alba, quando la notte che abbia fallito la sua funzione reintegrativa ha fatto oramai scempio di un Sé indebolito proponendogli i peggiori mostri e facendogli vedere la vita attiva, la giornata, in un modo talmente deformato in senso persecutorio che talvolta, alle prime luci dell’alba, la vita diventa inaffrontabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;Gli operatori dei centri di pronta accoglienza per le tossicodipendenze offrono un'alternativa a questa inaffrontabilità, celebrano Hypnos, ma per poterlo fare devono continuamente confrontarsi con le difficoltà proposte da Tanatos, ovvero con la parte distruttiva ed irregolare che gli ospiti dei centri presentano. Lo narrerò attraverso le storie raccolte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="background: transparent; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 150%; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.99cm; orphans: 2; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; text-decoration: none; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&amp;nbsp;In questa Notte il mio pensiero ed il mio augurio va a tutti gli ospiti di questi centri ed a tutti gli operatori che hanno scelto di passare questa Notte a garantire un contenimento, una relazione significativa a tante persone in difficoltà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TRhXfNrdwHI/AAAAAAAAABo/QC0gr8WiKms/s1600/biblioteca1-150x150.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TRhXfNrdwHI/AAAAAAAAABo/QC0gr8WiKms/s1600/biblioteca1-150x150.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-7470518202803067137?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/7470518202803067137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2010/12/notte-magica-notte-tossica.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/7470518202803067137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/7470518202803067137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2010/12/notte-magica-notte-tossica.html' title='Notte Magica, Notte Tossica...'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TRhXfNrdwHI/AAAAAAAAABo/QC0gr8WiKms/s72-c/biblioteca1-150x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6918524337990278747.post-4643002221647505484</id><published>2010-12-17T21:01:00.000+01:00</published><updated>2010-12-17T21:01:48.795+01:00</updated><title type='text'>Magliana e dintorni...</title><content type='html'>Ieri sera su Sky è andato in onda l'ultimo episodio della fiction che ricostruisce la storia della banda della Magliana: affioravano ricordi ed emozioni, impressioni ed odori, disgusto, rabbia e compassione (più nel senso buddhista che nel senso cristiano). Ho lavorato per 12 anni per una organizzazione del terzo settore che, sin dal 1980, come scritto nel suo incipit, è stata presente su un territorio molto difficile, una Roma particolare: Magliana '80, questo il nome dell'organizzazione, è sorta negli anni in cui l'eroina si andava diffondendo come una pandemia, non lasciando integro nessuno: tutti noi di quella generazione a Roma ne siamo stati toccati, se non direttamente attraverso la devastazione di un caro amico, di un conoscente, del ragazzo o ragazza del palazzo di fronte. Mi occupo di tossicodipendenze da appena laureato, il 25 dicembre 1979 facevo il primo turno di lavoro retribuito in una comunità terapeutica. La banda della Magliana spinse l'eroina, iniziando dai quartieri popolari di Roma Sud. La Magliana è un quartiere popolare costruito in un'ansa del Tevere sotto il livello del fiume, regalo della edilizia popolare e speculativa degli anni '50/60, oggi abitato da un ceto popolare ed impiegatizio. Lavorando a Magliana ho potuto assaporare e poi apprezzare un modo di lavorare molto vicino alla gente, un approccio che non richiede la volontà di smettere come presupposto per potersi curare. Lasciare la dipendenza dalle droghe può essere l'ultima tappa di un cammino lungo, fatto si saliscendi, di vie laterali spesso dolorose ed impraticabili.. queste persone hanno bisogno di qualcuno che li accompagni su queste strade spesso piene di fango, aiutandoli a mantenere uno stato di salute accettabile, a delinquere di meno, talvolta a non morire, in attesa che il tempo e le buone relazioni trovate lungo il cammino possano portare al definitivo abbandono di abitudini così negativamente condizionanti.&lt;br /&gt;Lungo questa strada ho raccolto delle storie, narrate da giovani colleghi o da ex tossicodipendenti che hanno accompagnato tante persone, tante ne hanno viste morire e tante rivivere, tante sono ancora nel guado, ma vive. Le storie sono raccolte in un volume dal titolo "Storie di strada", Arion edizioni, Roma.&lt;br /&gt;Oggi vorrei condividere con voi una di queste storie...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Marco scende&amp;nbsp; Via dell'Impruneta col vento contrario che gli frusta il viso e gli alza i lembi della giacca.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Oggi nella mano destra stringe il guinzaglio&amp;nbsp; che&amp;nbsp; a sua volta stringe il collo della piccola Nefri.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Arriva a Via della Magliana, la attraversa, di sbieco tra le macchine&amp;nbsp; che&amp;nbsp; inchiodano e gli autisti che lo mandano a fare in culo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Si ferma all’ incrocio. Al semaforo, lo vedo da lontano togliersi gli occhiali per grattarsi ferocemente &amp;nbsp; la faccia.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Entra dinoccolato nel parcheggio e non ben fermo sulle gambe inveisce&amp;nbsp; con i&amp;nbsp; magrebini seduti sul muretto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Si stanca subito, viene al camper&amp;nbsp; e mette&amp;nbsp; la testa dentro.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“&lt;i&gt;Stamattina ho dato&amp;nbsp; n’ a cortellata&amp;nbsp; an pezzo de merda.......... “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ma va’ ....“&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Nefri pisciava&amp;nbsp; dietro a un banco chiuso, a via Fauglia. Sto cazzo&amp;nbsp; de vecchio de merda&amp;nbsp; passa, sputa per terra. A vecchio de merda,&amp;nbsp; je faccio,&amp;nbsp; non lo vedi che faccia che c’hai, che te fa schifo er cane?...... No, me fai schifo te, me fa.... “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Tira fuori un coltello,&amp;nbsp; uno dei tanti.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“&lt;i&gt;ij’ ho dato n’a cortellata ‘n panza e so’ scappato, tra ‘n pò senti ‘e sirene “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Fà n’a cosa, pija il metadone&amp;nbsp; e vattene “ Gli rispondo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Ripone&amp;nbsp; il coltello si sporge ancora di più all’ interno del camper.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Dottoressa,&amp;nbsp; dottoressa&amp;nbsp; mia dove sei ?“&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Eccomi sto qua “&amp;nbsp; gli risponde il dottore.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Chi ti si e’ mai inculato a&amp;nbsp; te...... vojio la dottoressa mia “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Non c’e’ più la dottoressa tua Marco, lo sai “ Gli&amp;nbsp; risponde&amp;nbsp; l’infermiera&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Saranno&amp;nbsp; quattro&amp;nbsp; mesi che non viene più e tu ancora l’aspetti&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Pure te,&amp;nbsp; fatte li cazzi tua&amp;nbsp; e prepara&amp;nbsp; sessanta che sto a rota “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Io mi alzo, mi accendo&amp;nbsp; una sigaretta e scendo&amp;nbsp; dal camper&amp;nbsp; spostando Marco da una parte.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Gli tolgo il guinzaglio&amp;nbsp; dalle mani e gli dico di salire che Nefri la tengo&amp;nbsp; io.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Mentre&amp;nbsp; Marco sale sul camper&amp;nbsp; nel parcheggio&amp;nbsp; entrano&amp;nbsp; tre motorini : sul primo ci sono Loredana e Meo&amp;nbsp; poi Terenzio e&amp;nbsp; Claudio&amp;nbsp; e per ultimi&amp;nbsp; Giustina e Boccuccia .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Si fermano a ad una ventina di metri, scendono dai motorini. Giustina e Loredana alzano lentamente una mano in cenno di saluto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Sto fuori dal camper, fermo con in mano il guinzaglio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Nefri pure&amp;nbsp; con il guinzaglio al&amp;nbsp; collo&amp;nbsp; sta ferma, ad eccezione &amp;nbsp; della&amp;nbsp; coda.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Il vento si é fermato&amp;nbsp; e subito piove, piano.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;I ragazzi vicino ai motorini&amp;nbsp; si alzano&amp;nbsp; i&amp;nbsp; cappucci&amp;nbsp; dei&amp;nbsp; K- Way .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Si é fatto più buio, dal mare arrivano&amp;nbsp; nuvole nere.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Bene , giornatella&amp;nbsp; pesante,&amp;nbsp; pesante,&amp;nbsp; pesante.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Da dentro il camper&amp;nbsp; mi arrivano gli strilli&amp;nbsp; dell’ infermiera.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Che caspita Marco&amp;nbsp; tutte le volte però. Non&amp;nbsp; é possibile&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Lego Nefri alla maniglia dello sportello&amp;nbsp; e salgo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Sta ferma te pulisco&amp;nbsp; io, sta ferma “&amp;nbsp; urla Marco&amp;nbsp; avvicinandosi&amp;nbsp; alla&amp;nbsp; sventurata .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Marco&amp;nbsp; scendi dal camper&amp;nbsp; per favore. Scusi dottore riprepara&amp;nbsp; la&amp;nbsp; terapia di Marco cosi se la beve fuori “ Faccio io da dietro.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Sempre&amp;nbsp; con quelle braccia sempre . Vorrei sapere perché non stai una volta fermo con le braccia “&amp;nbsp; Si lamenta l’ infermiera&amp;nbsp; mentre&amp;nbsp; pazientemente&amp;nbsp; si asciuga&amp;nbsp; il vestito con un pezzo di carta.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Marco si gira verso di me, si toglie gli occhiali.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Gli occhi di Marco sono impensabili. La carne stessa a loro intorno é come&amp;nbsp; avvitata, contorta, in fondo c’é la luce della follia. Follia indotta dall’ abuso di tutte le sostanze&amp;nbsp; tutte assieme.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;A fraté, mica&amp;nbsp; l’ho fatto apposta... “ Mi risponde spalancando velocemente le braccia e&amp;nbsp; andando&amp;nbsp; ad&amp;nbsp; urtare&amp;nbsp; il medico che stava cercando di salvare&amp;nbsp; le schede dal metadone versato.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ti prego Marco, scendi dal camper&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Qualcosa nella mia faccia&amp;nbsp; gli fa effetto. Scende.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Meno male che scende,&amp;nbsp; oggi sto pure solo, cò sto tempo de merda.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Con la coda dell’ occhio&amp;nbsp; vedo Giustina che si avvicina e s’ abbassa per fare una carezza a Nefri.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Stamattina&amp;nbsp; sta su&amp;nbsp; dei zatteroni&amp;nbsp; altissimi , viola bordati di metallo. Alza la testa e mi sorride.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ciao cì “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ciao&amp;nbsp; Giustì “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ha’ visto che schifo de tempo&amp;nbsp; ?&amp;nbsp; mì marito sta a fà le consegne cor motorino , é proprio bbravo, lavora proprio. A proposito&amp;nbsp; é già venuto&amp;nbsp; mì marito?&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Chi é tu marito&amp;nbsp; Giustì ?“&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;“&amp;nbsp; S,i ciao..... &lt;i&gt;fatte n’antra&amp;nbsp; lallera. Come chi é mì marito,&amp;nbsp; mò n’sai chi&amp;nbsp; é mi marito&amp;nbsp; ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E ride. Sembra un altra quando ride.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Perché sentiamo ti risulta&amp;nbsp; che io qui sto a dare informazione alle donne tossiche che si perdono i mariti ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ma sentilo sto scrauso.DONNE TOSSICHE. Ma te sei visto che capoccia&amp;nbsp; che c’ hai.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;No, nun é vero, bello&amp;nbsp; de casa, nun cell’ hai grossa “ Mi dice mentre alza il braccio per farmi una carezza .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Anche&amp;nbsp; io le sorrido.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Giustina sale faticosamente sul camper&amp;nbsp; e si avvicina Loredana.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ciao&amp;nbsp; Marcè “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ciao&amp;nbsp; Lory&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;C’ é solo l’ amica mia sopra ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Si c’ é solo Giustina “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;E allora fammé montà , che devo chiede al dottore&amp;nbsp; n’a cosa pure pé lei. “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;E monta&amp;nbsp; chi t’ha detto niente&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Fa per salire ma guarda dentro&amp;nbsp; e torna indietro.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Madonna&amp;nbsp; mia c’ é il dottore&amp;nbsp; cacacazzi . No non é che é cacacazzi, è che non capisce proprio un cazzo. “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;E lo so “ le rispondo&amp;nbsp; mentre tengo&amp;nbsp; d’occhio&amp;nbsp; i ragazzi li vicino . Si sono fatti tutti intorno&amp;nbsp; a un quarto&amp;nbsp; motorino , non l’ ho sentito arrivare&amp;nbsp; e&amp;nbsp; adesso non ne scorgo&amp;nbsp; il proprietario.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“&amp;nbsp; &lt;i&gt;Senti glielo&amp;nbsp; dici tu se mi fanno&amp;nbsp; la consegna . Eh ? Marcè,&amp;nbsp; diglielo te fammi la cortesia . Non me ce fà parlà a me senno ce litigo “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Di che&amp;nbsp; consegna&amp;nbsp; parli , Loredà?&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Come che consegna . La consegna, la consegna .”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ho capito&amp;nbsp; la consegna. E perché&amp;nbsp; te dovrebbero&amp;nbsp; da’ ‘ sta consegna?&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Si imposta, tira dentro tutto il fiato che può e attacca la solita : che lavora, e non é vero un cazzo, che é malata , e questo&amp;nbsp; magari é vero, che abita lontano&amp;nbsp; e non c’ ha la&amp;nbsp; macchina , e pure questo non é vero un cazzo , che&amp;nbsp; c’ ha due creature.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Qui la stoppo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ferma Loredana&amp;nbsp; ascolta . Non li leggi i giornali ? E’ morta una ragazzina&amp;nbsp; su a Modena&amp;nbsp; e altri due, non so dove, sono gravemente intossicati . Intossicati col metadone&amp;nbsp; che&amp;nbsp; la madre&amp;nbsp; aveva lasciato&amp;nbsp; poggiato da qualche parte .”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;A si ? “ Mi fa. Deve aver preso un cazzotto in faccia perché ha un occhio nero fresco fresco. Pure la guancia dall’altra parte&amp;nbsp; dell’occhio&amp;nbsp; é tutta graffiata e livida.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Ci scansiamo per&amp;nbsp; far scendere Giustina&amp;nbsp; che ancora sorride.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ciao amò “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ciao “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Si allontana&amp;nbsp; sui trampoli&amp;nbsp; e raggiunge gli altri sempre intorno&amp;nbsp; al&amp;nbsp; motorino&amp;nbsp; sconosciuto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Capito come Loredà&amp;nbsp; “ Le faccio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Capito come , che ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Dico&amp;nbsp; lo sai con chi devi parlare&amp;nbsp; no? Telefoni&amp;nbsp; al Sert, parli&amp;nbsp; col medico&amp;nbsp; responsabile&amp;nbsp; e lui ti dice “ &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ho capito, sete bravi. Tutti bravi. Oh, io nun chiedo&amp;nbsp; mai&amp;nbsp; un cazzo.&amp;nbsp; A tutti sti buciardi&amp;nbsp; infami je&amp;nbsp; dite&amp;nbsp; sempre&amp;nbsp; si”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;La guardo bene&amp;nbsp; sotto i lividi,&amp;nbsp; sta pure a rota, le goccia il naso&amp;nbsp; e&amp;nbsp; si vede che c’ha la pressione&amp;nbsp; alta. Chiude gli occhi . Leggermente&amp;nbsp; trema . Si scosta i capelli&amp;nbsp; umidi&amp;nbsp; dal&amp;nbsp; viso pallido&amp;nbsp; e gonfio. Piange.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Non ce la faccio più&amp;nbsp; davvero&amp;nbsp; Marcè “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Che&amp;nbsp; succede&amp;nbsp; ? “&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Che&amp;nbsp; succede. Niente succede&amp;nbsp; é&amp;nbsp; tutto&amp;nbsp; finito. Che dici te, io me ne rendo&amp;nbsp; conto&amp;nbsp; come&amp;nbsp; sto? O no?“ &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Non sono&amp;nbsp; sicuro,&amp;nbsp; non sempre&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Le guardo la manica&amp;nbsp; del&amp;nbsp; rennino&amp;nbsp; bagnata&amp;nbsp; e la sua mano&amp;nbsp; che&amp;nbsp; ne esce&amp;nbsp; gonfia , rossa. Non mi piace&amp;nbsp; molto&amp;nbsp; guardarla&amp;nbsp; in faccia. Sembra&amp;nbsp; come&amp;nbsp; se&amp;nbsp; tutte&amp;nbsp; le&amp;nbsp; parole&amp;nbsp; le si&amp;nbsp; ammassino&amp;nbsp; in&amp;nbsp; bocca&amp;nbsp; incastrate.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“&amp;nbsp; &lt;i&gt;Sto fuori casa&amp;nbsp; stanotte&amp;nbsp; ho&amp;nbsp; dormito&amp;nbsp; a Villa. Io, capito&amp;nbsp; io, ho dormito&amp;nbsp; a Villa. Io ce l’ho avuta&amp;nbsp; sempre&amp;nbsp; n’a casa. Tu lo sai bene. “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;All’occhio&amp;nbsp; che&amp;nbsp; hai fatto?“ Le&amp;nbsp; chiedo&amp;nbsp; accendendomi&amp;nbsp; una&amp;nbsp; sigaretta.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Che&amp;nbsp; ho&amp;nbsp; fatto all’occhio ?&amp;nbsp; che&amp;nbsp; ho&amp;nbsp; fatto&amp;nbsp; all’occhio&amp;nbsp; ?&amp;nbsp; Ho fatto&amp;nbsp; che&amp;nbsp; c’ho&amp;nbsp; trent’anni&amp;nbsp; e&amp;nbsp; sto&amp;nbsp; alla&amp;nbsp; frutta. Anzi ho&amp;nbsp; finito&amp;nbsp; pure&amp;nbsp; quella . “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;E perché&amp;nbsp; stai&amp;nbsp; fuori casa&amp;nbsp; si può sapere ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Perché&amp;nbsp; la&amp;nbsp; gente&amp;nbsp; é&amp;nbsp; cattiva, ecco&amp;nbsp; perché . Fino a che&amp;nbsp; c’hai&amp;nbsp; qualcosa&amp;nbsp; che&amp;nbsp; ti&amp;nbsp; possono&amp;nbsp; succhiare&amp;nbsp; a posto,&amp;nbsp; poi&amp;nbsp; affanculo “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Occhei,&amp;nbsp; ho capito,&amp;nbsp; la&amp;nbsp; consegna&amp;nbsp; però&amp;nbsp; che c’entra , stai qui&amp;nbsp; prendi&amp;nbsp; il&amp;nbsp; metadone&amp;nbsp; e&amp;nbsp; stop.”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Per domani&amp;nbsp; Marcello,&amp;nbsp; il&amp;nbsp; metadone&amp;nbsp; é&amp;nbsp; per&amp;nbsp; domani “&amp;nbsp; Mi&amp;nbsp; risponde&amp;nbsp; asciugandosi&amp;nbsp; gli&amp;nbsp; occhi&amp;nbsp; con&amp;nbsp; il&amp;nbsp; dorso&amp;nbsp; della&amp;nbsp; mano .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Dai parlace&amp;nbsp; te,&amp;nbsp; famme&amp;nbsp; sta cosa “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Non mi&amp;nbsp; sembra&amp;nbsp; una&amp;nbsp; buona&amp;nbsp; idea, fai così sali&amp;nbsp; e&amp;nbsp; chiedi&amp;nbsp; le&amp;nbsp; cose&amp;nbsp; educatamente &amp;nbsp; e&amp;nbsp; senza&amp;nbsp; balbettare&amp;nbsp; o cosa , gli&amp;nbsp; spieghi&amp;nbsp; tutto:&amp;nbsp; il lavoro la macchina&amp;nbsp; i&amp;nbsp; soldi e&amp;nbsp; le&amp;nbsp; creature... tranquilla.......“&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Loredana sale&amp;nbsp; mentre&amp;nbsp; la pioggerella é&amp;nbsp; cessata&amp;nbsp; e si rialza&amp;nbsp; il vento&amp;nbsp; da Ovest, mentre&amp;nbsp; Marco&amp;nbsp; e Nefri&amp;nbsp; ritornano&amp;nbsp; da Est, e i ragazzi a Nord, ridono . Forte.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Me dai un&amp;nbsp; bicchiere&amp;nbsp; d’ acqua&amp;nbsp; Armmà&amp;nbsp; “ Mi fa Marco.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Si “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;E’ pe&amp;nbsp; fa&amp;nbsp; beve&amp;nbsp; la&amp;nbsp; piccoletta&amp;nbsp; che&amp;nbsp; je&amp;nbsp; do&amp;nbsp; tutti&amp;nbsp; baci&amp;nbsp; in&amp;nbsp; bocca&amp;nbsp; e&amp;nbsp; je&amp;nbsp; lecco&amp;nbsp; pure&amp;nbsp; la&amp;nbsp; fica&amp;nbsp; e&amp;nbsp; poi&amp;nbsp; la&amp;nbsp; pettino .”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Si te lo dò subito, aspetta “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Salgo sul camper , con&amp;nbsp; la&amp;nbsp; coda&amp;nbsp; dell’occhio&amp;nbsp; seguo Marco&amp;nbsp; che&amp;nbsp; ruota le&amp;nbsp; braccia&amp;nbsp; a&amp;nbsp; bocca&amp;nbsp; aperta, davanti&amp;nbsp; a me Lory , la sento argomentare &amp;nbsp; col&amp;nbsp; Dottore&amp;nbsp; a proposito&amp;nbsp; del Gemelli&amp;nbsp; per&amp;nbsp; un&amp;nbsp; ricovero. Chiedo&amp;nbsp; permesso, prendo un bicchiere&amp;nbsp; lo riempio&amp;nbsp; e lo&amp;nbsp; passo&amp;nbsp; dal finestrone.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Marco&amp;nbsp; tieni l’acqua&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Eecco&amp;nbsp; Neefri&amp;nbsp; eecco&amp;nbsp; l’aacqua&amp;nbsp; seenti&amp;nbsp; chee&amp;nbsp; freesca. “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Alza&amp;nbsp; il&amp;nbsp; braccio&amp;nbsp; e&amp;nbsp; urta&amp;nbsp; il bicchiere&amp;nbsp; versandoselo tutto sulla spalla&amp;nbsp; e&amp;nbsp; nel&amp;nbsp; collo .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Attento&amp;nbsp; Armmà&amp;nbsp; mannaggia Cristo “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Riempio&amp;nbsp; un’altro bicchiere&amp;nbsp; al&amp;nbsp; volo e scendo .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Guarda lo poggio&amp;nbsp; qui&amp;nbsp; per terra&amp;nbsp; cosi&amp;nbsp; può&amp;nbsp; bere “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Adesso&amp;nbsp; sta&amp;nbsp; fermo&amp;nbsp; con le&amp;nbsp; braccia&amp;nbsp; strette&amp;nbsp; al&amp;nbsp; corpo&amp;nbsp; come&amp;nbsp; avesse&amp;nbsp; la camicia di forza, la&amp;nbsp; testa piegata di lato la bocca&amp;nbsp; aperta&amp;nbsp; e&amp;nbsp; gli occhiali sulla punta&amp;nbsp; del naso.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Anche&amp;nbsp; la&amp;nbsp; cagna&amp;nbsp; ha la bocca aperta&amp;nbsp; non scodinzola però e ha le orecchie&amp;nbsp; diritte .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Tu nun te chiami Armando&amp;nbsp; “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;A no ? e come&amp;nbsp; mi chiamo&amp;nbsp; allora “ Gli rispondo&amp;nbsp; avvicinandomi&amp;nbsp; piano. &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Evaristo te&amp;nbsp; chiami “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;S,i cojone sinistro “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Hiaa hiiaaa&amp;nbsp; hiiiaaaa&amp;nbsp; hi ha - nitrisce&amp;nbsp; mentre una bolla di muco gli scoppia sulla narice - n’do sta la tarpetta,&amp;nbsp; André ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Chi sarebbe sta tarpetta ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;La talpa , la talpa di&amp;nbsp; Lupo Alberto&amp;nbsp; er&amp;nbsp; collega tuo&amp;nbsp; no ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ah ho capito , sì , lavora a Ostia “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;E bravo pure lui “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Si é bravo. Dai fai bere Nefri “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;A cì devo anna giù n'sede a parlà cò a psicologa. Ce sta mò Germana&amp;nbsp; giù ? “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Prova può essere “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Si me pari prova po' esse, n’c’ho n’ cazzo da fà io nevvé ? Fà n’a cosa pia er cellulare e chiama , senti se c’é “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Falla te una cosa guarda se te poi sbrigà a n’attene&amp;nbsp; “ Gli rispondo. Rido.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Gli metto una mano sulla spalla.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Attento Gerà che sò cintura&amp;nbsp; nera. Leva sta mano “ Sorride.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Fai il bravo Marco dai che é n’a giornataccia “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Mi giro giusto in tempo&amp;nbsp; per&amp;nbsp; vedere&amp;nbsp; i ragazzi&amp;nbsp; dei motorini&amp;nbsp; avvicinarsi&amp;nbsp; tutti insieme al Camper , a parte&amp;nbsp; Giustina&amp;nbsp; che&amp;nbsp; rimane&amp;nbsp; seduta&amp;nbsp; sul motorino&amp;nbsp; di&amp;nbsp; Boccuccia&amp;nbsp; a fumare.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Torno indietro , saluto&amp;nbsp; Meo&amp;nbsp; mentre&amp;nbsp; sale.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ciao&amp;nbsp; proprio a te cercavo&amp;nbsp; - mi fa Terenzio&amp;nbsp; levandosi&amp;nbsp; il&amp;nbsp; cappuccio&amp;nbsp; della&amp;nbsp; felpa - l’hai&amp;nbsp; sentiti quelli , quelli del lavoro “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;No “&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;E quando&amp;nbsp; li&amp;nbsp; senti ? avevi&amp;nbsp; detto&amp;nbsp; che&amp;nbsp; ce&amp;nbsp; parlavi. “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;“ &lt;i&gt;Ci parlo&amp;nbsp; non&amp;nbsp; ti&amp;nbsp; preoccupare “&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Sale anche lui.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Un debole&amp;nbsp; raggio luce&amp;nbsp; rimbalza&amp;nbsp; sui cofani&amp;nbsp; bagnati&amp;nbsp; delle auto, sui vetri del camper&amp;nbsp; e negli&amp;nbsp; occhi&amp;nbsp; dei&amp;nbsp; ragazzi . Sono arrivati in silenzio&amp;nbsp; tutti insieme&amp;nbsp; da direzioni&amp;nbsp; diverse.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Anonimo&amp;nbsp; KB, Lefi, Mario e Gianni sulla moto, Valentina , Anna e&amp;nbsp; Vincenzo&amp;nbsp; e poi lontano&amp;nbsp; tutta&amp;nbsp; la tribù&amp;nbsp; Hurstic&amp;nbsp; invade&amp;nbsp; con i colori&amp;nbsp; delle&amp;nbsp; donne&amp;nbsp; l’intero&amp;nbsp; parcheggio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Non mi piace&amp;nbsp; tanto&amp;nbsp; quando&amp;nbsp; c’é&amp;nbsp; tanta&amp;nbsp; gente.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Non mi piace&amp;nbsp; tanto&amp;nbsp; quando&amp;nbsp; lavoro&amp;nbsp; solo.&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 6.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Non mi piace&amp;nbsp; tanto&amp;nbsp; che i ragazzi&amp;nbsp; capiscano&amp;nbsp; che&amp;nbsp; non&amp;nbsp; mi piace.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Faccio&amp;nbsp; capolino&amp;nbsp; dentro&amp;nbsp; e do un’occhiata&amp;nbsp; alle&amp;nbsp; cosce&amp;nbsp; dell’infermiera .&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Quelle&amp;nbsp; mi piacciono. Una cifra mi piacciono. &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;In qualche&amp;nbsp; modo&amp;nbsp; un povero&amp;nbsp; cristo si deve pure&amp;nbsp; tirare sù, diciamocelo , alle volte la vita e grama,&amp;nbsp; ma grama&amp;nbsp; davvero.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Prendete&amp;nbsp; me, sto in mezzo&amp;nbsp; una strada&amp;nbsp; alle&amp;nbsp; intemperie.&amp;nbsp; Intorno,&amp;nbsp; un esercito&amp;nbsp; di reietti&amp;nbsp; morituri&amp;nbsp; con cui dover fare del&amp;nbsp; mio&amp;nbsp; vizio virtù. Lavoro subito&amp;nbsp; e mi pagano&amp;nbsp; poi.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Le cosce&amp;nbsp; dell’infermiera&amp;nbsp; le posso pure&amp;nbsp; guardare&amp;nbsp; quello si ma non&amp;nbsp; mi&amp;nbsp; sembra&amp;nbsp; il tipo lei da farcisi mettere&amp;nbsp; le mani&amp;nbsp; in mezzo&amp;nbsp; per&amp;nbsp; non&amp;nbsp; dire altro da un EX.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;EX,EX,EX,EX, un grido da stadio col braccio&amp;nbsp; teso.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Oppure : scusa, tu sei un ex.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;No sono un box.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;In che senso scusa, un box per cosa ?.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;No per cosa. Di cosa semmai, di cosa. Cara la mia bella&amp;nbsp; infermiera. Di cosa.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Scusa che intendi&amp;nbsp; per&amp;nbsp; box di cosa. Di cosa é fatto il box.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Nemmeno.&amp;nbsp; Intendo&amp;nbsp; un box&amp;nbsp; chiuso . Esempio un box per auto&amp;nbsp; é&amp;nbsp; per&amp;nbsp; auto&amp;nbsp; perché&amp;nbsp; loro ci entrano&amp;nbsp; e ci escono&amp;nbsp; ci entrano&amp;nbsp; e ci escono . Se ci stessero&amp;nbsp; sempre&amp;nbsp; dentro&amp;nbsp; sarebbe&amp;nbsp; un&amp;nbsp; box&amp;nbsp; Di auto. O no?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Fine del discorso. Conclusione : con certe&amp;nbsp; persone&amp;nbsp; non&amp;nbsp; puoi andare&amp;nbsp; più in là di semplici parole&amp;nbsp; vuote.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;O meglio&amp;nbsp; un povero cristo ce la deve pure avere una via di fuga. Io l’ho avuta.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;E l’ho usata. Niente&amp;nbsp; gli ho detto&amp;nbsp; all’infermieruccia. Niente. E niente&amp;nbsp; nemmeno&amp;nbsp; gli dirò.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Me sta pure sur cazzo . Giuro, me sta sur cazzo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Parla, parla,&amp;nbsp; parla,&amp;nbsp; l’infermiera : del primo&amp;nbsp; marito&amp;nbsp; medico non so cosa,&amp;nbsp; del secondo&amp;nbsp; medico&amp;nbsp; cardiologo,&amp;nbsp; di tutti i viaggi&amp;nbsp; di tutta la sua vita, di tutti i vaccini&amp;nbsp; fatti per poterli&amp;nbsp; fare, di tutto quello che ha&amp;nbsp; mangiato , ma soprattutto&amp;nbsp; che&amp;nbsp; non ha&amp;nbsp; mangiato&amp;nbsp; in tutti questi&amp;nbsp; cazzo&amp;nbsp; di posti esotici.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Io la ascolto&amp;nbsp; adesso con la coda dell’orecchio&amp;nbsp; mentre&amp;nbsp; la sfuriata&amp;nbsp; di gente&amp;nbsp; è finita.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px 'Times New Roman'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;Qualcuno&amp;nbsp; é rimasto&amp;nbsp; più in là a fumare&amp;nbsp; e a ridere, sul camper&amp;nbsp; c’é&amp;nbsp; solo Anonimo 7-49 con tutto il suo peso fisico e morale&amp;nbsp; ad assumere&amp;nbsp; i suoi 30 cc di metadone fissi.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6918524337990278747-4643002221647505484?l=robertomucelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.psicologiaclinica.it' title='Magliana e dintorni...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://robertomucelli.blogspot.com/feeds/4643002221647505484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2010/12/magliana-e-dintorni.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/4643002221647505484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6918524337990278747/posts/default/4643002221647505484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://robertomucelli.blogspot.com/2010/12/magliana-e-dintorni.html' title='Magliana e dintorni...'/><author><name>Roberto Mucelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11770870392151570737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_Tn0wx9wFSCw/TQjIAsly8ZI/AAAAAAAAAAM/OgUlM84maF0/S220/roby.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
